L’Ue vuol pilotare la regolazione delle missioni spaziali

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La cattura di una navicella (Foto Agenzia spaziale europea)

Il bisogno regolatorio dell’Unione europea si espande e punta in alto, allo Spazio. A Vienna è stato lanciato “ufficialmente”, come scrive una nota, “il processo diplomatico multilaterale” per discutere l’iniziativa comunitaria di un “codice di condotta spaziale”. L’iniziativa è guidata (pilotata forse è più adatto) da Maciej Popowski, vice segretario generale del Servizio di azione esterna, quello di Catherine Ashton, che non riuscendo a regolare nulla su questa Terra, prova ad andare più lontano, dove si nota anche meno. Alla riunione si sono presentati 110 partecipanti, provenienti da “oltre 40 paesi”, dice la nota. Viene da domandarsi una cosa: se non riescono ad avere un’idea precisa dei numeri superiori al 40, come pensano di regolare il traffico spaziale?

 Nel mese di ottobre, a New York inizierà questo negoziato, aperto a tutti i paesi membri delle Nazioni unite, con l’obiettivo di arrivare all’adozione di un codice entro il 2013. “Le attività spaziali sono in espansione – afferma la nota del Servizio esterno – e la loro importanza è fondamentale. Lo spazio è una risorsa per tutti i paesi nel mondo, e quelli che non hanno ancora attività spaziali le avranno in futuro. Pertanto l’Ue ritiene necessario garantire una maggiore sicurezza nello spazio e ritiene che un processo pragmatico ed incrementale può aiutare a raggiungere questo obiettivo”.

 Il codice proposto sarebbe applicabile a tutte le attività spaziali condotte da Stati o da entità non governative, e punta a stabilire regole di base che devono essere rispettate dalle nazioni sia nelle attività spaziali civili sia militari.

 ©Eunews.it

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