Portogall Antonio Costa

Bruxelles sceglie la linea morbida con il Portogallo

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Il bilancio presentato dal governo socialista di Antonio Costa viene reputato “a rischio di non conformità”, però non viene rigettato come si temeva. Chiesti comunque degli sforzi aggiuntivi. Moscovici: “Un buon risultato per tutti raggiunto grazie a un dialogo costruttivo”

Bruxelles – Bruxelles sceglie di evitare lo scontro con Lisbona. La Commissione europea ha preferito la linea morbida nell’esame del primo bilancio del nuovo governo del Portogallo e nonostante lo definisca “a rischio di non conformità”, ha deciso di non rigettarlo, seppur chiedendo interventi aggiuntivi. L’esecutivo del socialista Antonio Costa, che ha l’appoggio esterno di comunisti e Verdi, aveva presentato il suo bilancio lo scorso 22 gennaio. Allora era iniziata un fitta trattativa con la Commissione europea che aveva fatto presagire una bocciatura, soprattutto visto che ieri l’esecutivo aveva approvato il piano di bilancio senza attendere il via libera di Bruxelles. E invece le cose sono filate più lisce del previsto.

“A seguito di contatti tecnici e politici intensi, la Commissione non ha dovuto richiedere un progetto di revisione del piano di bilancio da parte delle autorità portoghesi”, ha affermato il vicepresidente Valdis Dombrovskis, precisando però che il governo portoghese è comunque “invitato a prendere le misure necessarie per garantire che il bilancio 2016 sia conforme”. Il giudizio definitivo arriverà, come per la flessibilità all’Italia, in primavera.

“Un buon risultato per tutti: Portogallo, commissione e Eurozona”, lo ha definito il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici che ha sottolineato che “senza aver dovuto inviare una richiesta di revisione del documento programmatico di bilancio, un dialogo costruttivo ha portato a misure supplementari per un valore fino a 845 milioni di euro, che contribuirà a salvaguardare la solidità delle finanze pubbliche del Portogallo”.

Il Paese si trova sotto il braccio correttivo del Patto di Stabilità dal dicembre 2009, per questo gli era stato chiesto di correggere il deficit eccessivo entro lo scorso anno e portarlo sotto il 3%, obiettivo non centrato visto che il deficit si è attestato al 4,2%. Il Consiglio aveva poi chiesto uno sforzo aggiuntivo per il 2016 dello 0,6%. Anche qui il Portogallo non ha rispettato la richiesta e si è fermato a uno sforzo stimato tra lo 0,1 e lo 0,2%. “La deviazione tra lo sforzo e le richieste è comunque al di sotto dello 0,5% e per questo non abbiamo rigettato” il bilancio, ha affermato Dombrovskis.

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