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Virus Zika: Europa abbastanza tranquilla ma rischio focolai, come a Ravenna

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È l’avviso lanciato da un esperto dell’Oms in un’audizione al Parlamento europeo dato l’elevato numero di zanzare tigre presenti nella zona. Ma dalla Regione precisano: abbiamo ben combattuto il fenomeno

Bruxelles – Per quanto riguarda il virus Zika non sembra esserci, al momento, ragione per un allarme in Europa per ora, ma la provincia di Ravenna è una delle zone a rischio più alto, dato l’elevato numero di zanzare tigre presenti nella zona. E’ l’allarma lanciato dal dottor Roberto Bertollini, esperto dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), parlando al Parlamento europeo. L’esperto ha analizzato l’emergenza legata all’insetto che sta spaventando il mondo intero, affermando che “la diffusione della malattia virale può avvenire in diversi modi, primo tra tutti la puntura della zanzara: dunque se una persona viene infettata in Brasile, ad esempio, e al suo arrivo in Europa viene punta da un’altra zanzara locale, l’animale diventerebbe portatore del virus, diffondendo l’epidemia anche nel nostro continente”.

“Per quanto riguarda i rischi per la regione europea di Zika – ha detto Bertollini -, il rischio dei viaggiatori che arrivano dai paesi infetti verso l’Europa, questo rischio è sicuramente aumentato”. L’esperto aggiunge che “la zanzara Aedes non è presente nel periodo invernale perché c’è poca attività delle zanzare in inverno e il rischio di trasmissione in Europa quindi è molto basso. Mentre ovviamente in primavera e in estate si verifica un aumento perché ci sono migliori terreni di coltura”. L’aedes aegypti che è il tipo di zanzara che trasmette anche il dengue Chikungunya, ha spiegato “è presente in Europa solo nella parte orientale del Mare Nero, però l’Aedes albopictus, un’altra zanzara, la cosiddetta zanzara tigre, che trasmette anche Chikungunya, vi era in Italia nel 2007 nella zona di Ravenna (circa 300 casi all’epoca), ed è presente ampiamente in Europa, in Italia, in Grecia, in Croazia, nel sud della Francia in Spagna e anche in Germania, Repubblica Ceca, nei Paesi Bassi ed in varie zone”.

Secondo Bertollini “in linea di massima se qualcuno affetto viene in Europa e viene a contatto con queste zanzare, quindi per esempio attraverso una puntura, queste zanzare vengono infettate e possono poi fungere da vettori nel resto dell’Europa”. Dunque alcune zone, come quella di Ravenna, possono essere un focolaio e la risposta, come nel 2007 deve essere pronta. ”Quando vi era stata l’epidemia di Chikungunya, vi era stata una reazione molto forte da parte del sistema sanitario pubblico e nel giro di pochi giorni vi era stato un isolamento totale, solo 235 mi sembra sono stati identificati, quindi il sistema sanitario pubblico ha reagito ed ha isolato l’epidemia”, ha sottolineato l’esperto.

Bertolini ha poi continuato: “Il problema del virus Zika riguarda i sintomi, che si presentano lievi sotto forma di febbre e congiuntivite, cosicché la persona infettata non si rende conto della gravità della situazione, ma una volta che una donna rimane incinta rischia di mettere alla luce un figlio con la sindrome di Guillain-Barrè o con la microcefalia, causando paralisi permanenti o insufficienze mentali irreversibili al bambino”. La maggior parte dei Paesi colpiti sono stati Cile, Colombia, e Brasile (in quest’ultimo 4mila casi di microcefalia sono ormai stati conclamati), e proprio dal Brasile proveniva la donna slovena che ha scelto di abortire in seguito alla puntura di una zanzara ricevuta durante la sua vacanza, uno dei pochi casi accertati in Europa.

Secondo l’esperto dell’Oms bisogna attuare politiche di prevenzione fin da subito, condividendo ogni informazione utile, puntando sulla ricerca in modo da trovare un vaccino nel minor tempo possibile, disinfestando gli aerei ad oggi viaggio di ritorno da zone a rischio e informando i viaggiatori che vogliono visitare questi Paesi di vestire con indumenti chiari (dai quali le zanzare non sono attratte), svuotare ogni contenitore d’acqua (dove gli insetti possono riprodursi molto velocemente e in grande quantità), e infine usare repellenti come spray e creme all’olio di citronella.

Dall’Emilia Romagna arriva oggi 19 febbraio una precisazione, nella quale si afferma che da quando è avvenuta l’epidemia di chikungunya che ha colpito il ravennate/cervese nel 2007 è stato istituito un programma accurato di monitoraggio della presenza di Aedes albopictus (zanzara tigre) da parte della Regione Emilia Romagna. Attraverso la raccolta dati emergenti dal controllo delle ovitrappole distribuite in tutta la regione, già dall’anno sucessivo all’epidemia Ravenna è stata la provincia che presentava tra i valori più bassi. Secondo i dati della Regione nello scorso anno 2015 è stata in assoluto quella con il valore più basso in tutta le regione.

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