EUM che hai in mente…

FISCAL COMPACT E INVESTIMENTI PUBBLICI Spesso si sente dire che, per dar stimolo all'economia, occorrerebbe permettere investimenti pubblici senza considerarli nel perimetro del patto di stabilità. La Germania, in primis, non ci sente forse (anche a ragione, nel caso Italia) teme che possano essere solo ulteriori sprechi, "mazzette", ecc. ecc. SOLUZIONE: Oggi in economia è possibile misurare l'effetto di un "battito d'ali" allora perchè non adottare una soluzione che contemperi la "diffidenza" della Germania e le "promesse" dei Paesi in difficoltà? 1) ESCLUDERE dal perimetro del fiscal compact l'ammontare di investimenti che uno Stato "decide" di fare. 2) Determinare "ex ante" l'effetto sul PIL (esempio: 0,5%); se "ex post" tale risultato "promesso" non si verifica (PIL aumenta dell' 0,1%) allora l'investimento improduttivo verrà "ex post" ricompreso nel perimetro del patto di stabilità e l'eventuale scostamento che determina dovrà essere "coperto" sulla base di clausole di salvaguardia (tagli alla spesa pubblica, aumenti imposte, ecc.). 3) Forse, tale meccanismo, renderebbe totalmente responsabile il Governo di uno Stato sul modo di utilizzare (in investimenti) il denaro pubblico. Non ci sarebbero scuse e colpe da dare all'EU.....o erano investimenti produttivi o erano "mazzette" e sprechi. 4)Forse, anche la Germania, potrebbe essere soddisfatta, i parametri sarebbero soddisfatti "ex post" se la spesa pubblica non dovesse produrre gli effetti positivi sul PIL programmati.
Roberto Toneatti
funzionario tributario agenzia delle entrate

Voto medio: 0/5

VOTA IL CONTRIBUTO



L'unione economica Europea si trova al quinto stadio di integrazione Economica., per raggiungere la tanto attesa e significativa tappa di integrazione Economica completa, è necessario che l'istituzione "semi-federale", conquisti quei diritti decisionali democratici che sono propri di questa unione . Osservando attentamente i lavori in corso d'opera dei 5 presidenti ,è possibile riscontrare come si cerchi una cooperazione Politica-Economica , per ottenere una accelerazione degli effetti "benefici" ,che una politica di bilancio può concedere alle casse dei singoli stati.La persecuzione di questi obbiettivi di bilancio ,sono riconducibili a partire dall'età dei nostri padri fondatori,susseguitosi con i loro predecessori, fino ad arrivare ad oggi:ovvero fino ad arrivare ad una determinata fase (che io chiamo seconda fase di globalizzazione)in cui si richiede maggiore velocità decisionale nel campo economico-monetario.Tale accelerazione è un chiaro segno di come l'Europa voglia impossessarsi democraticamente di organi decisionali quali:Unione bancaria,Compagnie di assicurazione per i depositi e un tesoro Europeo.Questi pilastri portanti daranno sicurezza e conseguente fiducia a 500 milioni di persone appena uscite da un baratro , che sembrava essere senza via d'uscita.L'europa per incentivare il welfare economico dovrà cambiare necessariamente il suo assetto geopolitico-economico,dovrà avvalersi di nuovi ed emergenti mercati come quello Russo, il quale concederebbe innumerevoli opportunità.Un commercio privilegiato da Lisbona a Vladivostok (apertamente dichiarato da Putin) sarebbe un occasione per creare il più grande "libero-mercato" mai conosciuto, un occasione per l'ascesa di una europa più autonoma politicamente e più globale economicamente.
roberto benenato
maturando nessuna

Voto medio: 0/5

VOTA IL CONTRIBUTO



Un governo europeo dell'Economia, per l'Eurozona, con un Bilancio Europeo Unico, un unico Ministro dell'Economia con programma e mandato approvato dal Parlamento Europeo. Un tassello ulteriore per il passaggio alla Federazione Europea. Come sostiene il Movimento Federalista Europeo, La crisi di questi ultimi anni ha mostrato che l’euro ha bisogno di istituzioni più forti per poter far fronte alle sfide della globalizzazione e, in particolar modo, c’è bisogno di un governo federale a livello dell’Eurozona per promuovere un grande New Deal europeo, che garantisca uno sviluppo economico sostenibile ed il rilancio dell’occupazione. Per superare questo stato di cose e riconquistare la fiducia dei cittadini è necessario avviare quelle riforme istituzionali per giungere all'unione fiscale, economica e politica, attraverso l’indicazione di tappe e scadenze vincolanti. Il consolidamento dell'Unione monetaria in una Unione federale è decisivo per rispondere positivamente alle sfide ed alle minacce di disgregazione dell’Europa. Per questo occorre: - un bilancio aggiuntivo dell’Eurozona, fondato su risorse proprie ottenute con imposte europee, come quella sulle transazioni finanziarie e la carbon tax, e sull'emissione di Union bonds, non dipendente dai governi nazionali e controllato democraticamente dal Parlamento europeo; - che nel contempo venga risolto il nodo del governo democratico dell’Eurozona per garantire gli strumenti necessari per promuovere la convergenza tra i paesi membri dell’UEM attraverso: a) politiche di sviluppo e di solidarietà - in particolare introducendo un sistema europeo di assicurazione contro la disoccupazione; b) le necessarie riforme strutturali, instaurando un quadro di crescente fiducia reciproca a livello europeo, e riconquistando il consenso dei cittadini a favore del completamento del progetto europeo; - che si avviino le riforme istituzionali indispensabili per garantire effettivi poteri di governo a livello dell’Eurozona e poteri di controllo democratico al Parlamento europeo, fissando già i tempi e modi per il completamento di una piena unione politica.
Raimondo Cagiano de Azevedo
Vice Presidente Movimento Federalista Europeo

Voto medio: 0/5

VOTA IL CONTRIBUTO



Ciò che , a mio modesto parere, è l'europa oggi, è una organizzazione internazionale la cui autorità è legittimata da quella dei singoli stati. L'Unione Europea sebbene consuetudinariamente sia citata come autorità avente personalità economica propria, non detiene ancora una legittimazione politica e giuridica autonoma. L'UE è legittimata dai singoli stati ed in virtù di questo le sue strutture interne sono state progettate con la priorità di garantire questa equità, introducendo così norme che complicano enormemente il sistema. Le competenze dei vari organi sono confuse, a volte concomitanti, una situazione decisamente inefficiente che non permette a nessun organo di avere abbastanza autonomia da poter iniziare una riforma sana, senza che gli altri interferiscano e rallentino i lavori. L'europa è tante cose, Unione Economica, Monetaria ecc.. ma è un entità confusa. Come possono essere poste in essere le riforme che si ritengono necessarie se per farle bisogna mettere d'accordo 27 stati, tre organi decisionali e almeno un centinaio d'interessi discordanti, senza che si sappia nemmeno chi è che deve decidere su quella questione? Preparando un esame di diritto pubblico, studiando la conformazione dell'UE , ho capito una cosa; Nessuno sa cosa sia l'unione europea , perché ognuno la concepisce in maniera diversa. Sicuramente è giusto informare i cittadini, renderli partecipi delle attività o fare di tutto perché l'Europa funzioni, ma si dovrebbe prima decidere (mettersi d'accordo) COSA è l'Unione Europea.
Elisa Reginato
Studente La Sapienza

Voto medio: 0/5

VOTA IL CONTRIBUTO