Rassegna Stampa

Fmi: per salvare la Grecia interventi sul debito e 50 miliardi in tre anni (IT)

di Alessandro Merli e Beda Romano

Fmi: per salvare la Grecia interventi sul debito e 50 miliardi in tre anni di Alessandro Merli e Beda Romano

Il Fondo monetario internazionale giudica insostenibile il debito della Grecia, dopo che la condizione delle finanze pubbliche è nettamente peggiorata nell’ultimo anno, anche per effetto delle politiche del Governo attuale, e ritiene che il debito nei confronti dei creditori europei vada quanto meno riscadenzato. Secondo una fonte di alto livello dell’Fmi, andrebbero raddoppiati sia il periodo di grazia, durante il quale la Grecia non effettua alcun rimborso, rispetto agli attuali 10 anni, sia il periodo dei rimborsi, dagli attuali 20 anni.

L’Fmi ha pubblicato poco fa uno studio secondo cui il fabbisogno di finanziamento della Grecia fra l’ottobre di quest’anno e il dicembre del 2018 è di 50,2 miliardi di euro. A questi devono aggiungersi i debiti in scadenza quest’estate che ammontano a circa 16 miliardi di euro.

Martedì scorso, la Grecia ha saltato il pagamento di 1,55 miliardi di euro all’Fmi, il che comporta il blocco di ogni futura erogazione di fondi da parte dell’istituzione di Washington, e allo stesso tempo è scaduto il secondo programma di salvataggio con i creditori europei, che era stato prorogato alla fine di febbraio. Atene si trova quindi priva di qualsiasi assistenza finanziaria esterna, per la prima volta da cinque anni a questa parte.

Il Fondo nota che, rispetto alle analisi condotte lo scorso anno, i conti pubblici della Grecia sono nettamente peggiorati, il che aveva portato, nelle recente discussioni di Atene con i suoi creditori, poi saltate, ad abbassare l’obiettivo di surplus primario (al netto della spesa per interessi) dal 3% all’1% per il 2015 e a ridurre anche quello degli anni successivi. Questo crea però, secondo l’Fmi, maggiori bisogni di finanziamento, che, osservano i dirigenti di Washington, non possono essere realisticamente soddisfatti sui mercati e non lo saranno ancora per diversi anni.

Atene ha quindi bisogno di uno “spazio per respirare” che dovrà essere creato dall’adozione delle corrette politiche economiche (sulle quali non c’è stato però accordo fra il Governo greco e i suoi creditori nella trattativa che è saltata venerdì scorso e che saranno oggetto di referendum domenica in Grecia) e dall’allungamento dei tempi del debito.

Un ulteriore peggioramento della situazione, secondo l’Fmi, richiederebbe altri interventi sul debito, con un haircut, cioè un taglio del valore nominale del debito nei confronti dei creditori europei (i fondi salva Stati Efsf e Esm e gli altri Paesi dell’eurozona).

I dirigenti dell’Fmi ritengono che una soluzione in tempi brevi dell’attuale impasse possa consentire di recuperare la perdita, in termine di crescita, dovuta alla drammatica crisi attuale, con la chiusura delle banche e la limitazione dei prelievi, per evitare danni pesantissimi al settore finanziario e all’economia reale. “E’ urgente – dicono – uscire dalla situazione attuale”.

La Grecia ha chiesto martedì sera un rinvio della scadenza del rimborso da 1,55 miliardi di euro, ma la richiesta è arrivata solo “un paio d’ore” prima della scadenza e non c’è stato modo di valutarla, dicono al Fondo. Ma si tratta di una richiesta pressoché senza precedenti: gli unici casi risalgono ai primi anni 80 e si riferiscono comunque a Paesi molto poveri, come Nicaragua e Guyana, e circostanze eccezionali.