Rassegna Stampa

Grecia: come uscire (tutti) dall’angolo (IT)

di Francesco Saraceno

Dopo quattro mesi di falsi ultimatum e di veri scontri, la trattativa tra la Grecia e i propri creditori è giunta al redde rationem. Dall’arrivo di SYRIZA (un partito nuovo con leader nuovi) al potere, nel gennaio scorso, il programma di bailout dei creditori ufficiali è stato sospeso; aiuti per 7,2 miliardi sono stati congelati in attesa che il nuovo governo condotto da Alexis Tsipras sottoscrivesse il memorandum di intesa che il suo predecessore Samaras aveva siglato con la Troika.

In gennaio le distanze tra le parti sembravano incolmabili. Da un lato SYRIZA aveva tra i capisaldi del suo programma elettorale il ribaltamento dell’austerità, l’annullamento delle misure più controverse imposte ai propri predecessori, e il rifiuto di firmare qualunque memorandum di intesa che assomigliasse ai programmi di riforme strutturali che si sono succeduti dal 2010 in poi. Dall’altro, la Troika e l’Eurogruppo escludevano qualunque ritocco al memorandum di intesa e subordinavano il proseguimento del programma di aiuti ad una sostanziale retromarcia di Tsipras rispetto alle proprie promesse elettorali.

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