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Mali, da Bruxelles altri 22 milioni di aiuti umanitari

Mali, da Bruxelles altri 22 milioni di aiuti umanitari

Dall’inizio della crisi garantito al Paese africano un sostegno per 115 milioni di euro
Migliaia di maliani in fuga dalla guerra: “Un milione di persone necessita assistenza alimentare”

MaliDall’Unione europea altri 22 milioni di euro di aiuti al Mali. La Commissione Ue ha deciso di destinare una nuova tranche di risorse economiche per il paese del Sahel, alle prese con una crisi umanitaria senza precedenti. “Non dobbiamo dimenticare che oltre ai 167.000 maliani rifugiati nei paesi limitrofi e gli oltre 227.000 maliani che sono fuggiti dalle zone di guerra del nord, c’è un milione di persone che ha bisogno di assistenza alimentare”, ha detto il commissario europeo per la Cooperazione internazionale, Kristalina Georgieva, annunciando lo stanziamento delle nuove risorse aggiuntive. Sale così a 115 milioni il contributo complessivo della Commissione Ue a sostegno del Mali dall’inizio delle crisi, nel 2012. Circa il 40% di questi fondi è stato garantito nei primi due mesi dell’anno (20 milioni a gennaio, 22 milioni oggi, per un totale di 42 milioni di euro da inizio 2013).

Il primo ministro maliano Diango Cissoko con il commissario Kristalina Georgieva
Il primo ministro maliano Diango Cissoko con il commissario Kristalina Georgieva

I 22 milioni di euro di aiuti messi a disposizione oggi serviranno per provvedere all’accesso al cibo e per garantire la fornitura dei servizi di base. “La prima fra tutte le nostre priorità in Mali – ha spiegato Georgieva – è stabilizzare lo stato della sicurezza alimentare, attualmente molto fragile e aggravata dalla violenza” in atto nel paese africano. L’esecutivo comunitario denuncia in particolare “la minaccia” che in questo momento rappresentano gli ordigni esplosivi improvvisati, le bombe artigianali sistemate soprattutto lungo le strade. Questi ordini contribuiscono a far andare le cose “di male in peggio” in un paese dove la popolazione vive in condizioni di “generale insicurezza”. In Mali, ha ricordato Georgieva, “le fasce più vulnerabili della popolazione sono state colpite da tre crisi: la siccità che ha portato alla crisi alimentare del 2012, l’instabilità politica e il conflitto”.

R.G.

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