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Irons: Situazione rifiuti inaccettabile, bisogna cambiare strada

Irons: Situazione rifiuti inaccettabile, bisogna cambiare strada

L’attore incontra i rappresentanti dell’Ue: Dovete capire che il riciclaggio è una risorsa
Ha prodotto il film ‘Trashed’ sul tema “per fare riflettere chi ha incarichi di potere”

Jeremy Irons
Jeremy Irons

Nei palazzi di Bruxelles la battaglia per il riciclaggio della plastica arriva oggi con un’inedita ventata di glamour hollywoodiano. Negli insoliti panni dell’ambientalista, il premio Oscar Jeremy Irons, che non perde il suo fascino nemmeno nelle vesti di oratore, insieme al commissario europeo all’ambiente, Janez Potocnik, ha presentato il nuovo “Libro verde” pubblicato dalla Commissione, per aprire una discussione articolata sulla nuova strategia da adottare per promuovere il recupero, il riuso e il riciclo dei rifiuti plastici, in vista della revisione della legislazione europea nel 2014.

A legare il protagonista di ‘Lolita’ alla battaglia ambientalista il documentario Trashed, sui rischi dell’inquinamento globale, che Irons ha prodotto e che sta ora promuovendo per “attirare l’attenzione su cose che stanno diventando inaccettabili” e per “fare riflettere i politici, sperando che cambino atteggiamento”.

Irons si è raccontato come una persona attenta all’ambiente anche nella vita di tutti i giorni. “Ho sempre riciclato le cose, non butto via facilmente quelle vecchie, faccio il compost” ha spiegato “pur non essendo un ambientalista o un attivista”. Ma non riciclare non è accettabile. “In inglese rifiuti si dice waste ed è un verbo che significa sprecare, ed è quello che facciamo: buttiamo via risorse”. Parlando della plastica l’attore si è detto favorevole ad una tassa sui sacchetti usa e getta. In Irlanda, ha spiegato, una tassa di 50 centesimi ha permesso di ridurne l’uso del 92% in un anno. Troppa plastica invece, circa la metà di quella prodotta in Europa, viene ancora gettata in discarica. Secondo il “libro verde” dalla Commissione, se solo si arrivasse ad un tasso di riciclo del 70%, questo processo renderebbe possibile la creazione, entro il 2020, di ben 160 mila nuovi posti di lavoro.

”In un’economia circolare in cui alti tassi di riciclo offrono soluzioni alla scarsità di materiali – ha spiegato il commissario Potocnik – penso che la plastica abbia ancora un futuro”. Dispersa tal quale nell’ambiente può resistere secoli. Ogni anno finiscono in mare fino a 10 milioni di tonnellate di rifiuti facendo dell’oceano la più grande discarica planetaria di questo materiale.

Con la consultazione, che durerà fino all’inizio di giugno 2013, s’intende raccogliere dati e pareri per valutare l’impatto prodotto dai rifiuti di plastica e definire una strategia europea per mitigarlo. Gli interessati sono invitati a contribuire indicando se ritengono necessario modificare la legislazione vigente, e in che modo, per affrontare la questione e promuoverne il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero, dando la preminenza a queste pratiche rispetto allo smaltimento in discarica.

Letizia Pascale

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