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Politica agricola comune, nessun tetto ai pagamenti per le grandi aziende

Politica agricola comune, nessun tetto ai pagamenti per le grandi aziende

Il provvedimento fortemente voluto dal Parlamento cancellato per sempre dalle trattative
Al suo posto si inserirà la ‘degressività’, una riduzione del 10% per chi riceve più di 300 mila euro

coltivazioneIl Parlamento europeo ne aveva fatto una delle sue bandiere, inserire nella nuova Politica agricola comune un tetto ai pagamenti diretti per le aziende più grandi, per redistribuire i soldi così risparmiati ai piccoli produttori che più hanno bisogno del sostegno dell’Unione europea. Ma quando nel giugno scorso fu trovato un primo accordo tra l’Aula e gli Stati membri questo provvedimento fu tenuto fuori perché collegato alle difficili trattative che allora erano in corso sul bilancio pluriennale dell’Ue (Mff). Insieme al tetto ai pagamenti fu tenuta in standby la discussione sulla flessibilità nel trasferimento dei fondi tra diverse i due ‘pilastri’, in pratica tra pagamenti diretti agli agricoltori e fondi destinati a sostenere lo sviluppo rurale. “Ne parleremo nelle discussioni tecniche e ne terremo conto nel voto finale” disse allora Alain Lamassoure, capo dei negoziatori del Parlamento sul Mff.

Ma nell’agenda del Consiglio agricoltura di lunedì prossimo il tema del tetto ai pagamento non è nemmeno previsto, la mediazione, verso cui ormai è sicuro che si andrà, è quella della ‘degressività’. Secondo la proposta del Parlamento i finanziamenti che verranno dati alle aziende che ricevono dai 150 ai 300 mila euro di finanziamenti dovranno essere ridotte del 5%, e quelli per le aziende più grandi, che ricevono più di 300 mila euro del 10%. Agli Stati membri verrà poi data la libertà di aumentare queste percentuali. L’Italia sarebbe favorevole a questa mediazione, anche perché riguarderebbe una parte minoritaria delle aziende italiane, secondo fonti europee la stragrande maggioranza sono sotto i 150 mila euro, tra 150 e 300 sono circa mille e sopra i 300 solo 100.

Per ridurre però l’effetto di questo provvedimento (che è ostacolato soprattutto da Germania e Regno Unito) si tenterà di cambiare la base su cui imporre queste trattenute. Al momento riguarderebbe tutti i pagamenti diretti tranne il cosiddetto ‘greening’, ovvero il 70% del totale, ma se passeranno le modifiche volute dal Consiglio si applicherà solo ai pagamenti di base, e quindi a una parte inferiore al 70% della cifra totale, riducendone quindi l’impatto.

Alfonso Bianchi

Per saperne di più:
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