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di Ru Catania
La vita è fatta a scale, c'è chi fa le maggiori, c'è chi fa le minori
La bellezza interiore del bibitone

La bellezza interiore del bibitone

GuapaIo adesso non è per dire, ma ieri mi è successa una cosa che mi ha fatto pensare.

Che io non voglio sempre parlare male dell’Italia e degli italiani, al contrario, c’ho una nostalgia di certe cose che non si può capire.

Altrettanto, non credo che Bruxelles sia tutta rose e fiori, né che i belgi siano tutti dei pezzi di pane.

Chiarito questo, io adesso non è per dire, ma ieri mi è successa una cosa che mi ha fatto pensare.

Sono passato alla Fnac di City 2, volevo comprare una di quelle penne per i tablet, una penna da usare sull’iPad insomma, per fare dei disegni. Le chiamano stylus, quelle penne lì.
Fatto sta ed è, partivano dai 12 euro per arrivare ai 35, allora sono andato da un commesso, che aveva i gomiti appoggiati sul bancone e il mento appoggiato sui gomiti, gli ho chiesto Scusi, ma perché c’è questa differenza di prezzo, una costa tre volte l’altra?

“La qualité”, mi ha risposto. Che se avessi avuto un badile a portata di mano glielo avrei spaccato sulla testa.

Grazie, gli ho risposto, ma la qualità in che senso?

Al che lui, sempre coi gomiti appoggiati sul bancone e il mento appoggiato sui gomiti, mi ha detto che quella da 12 euro si spacca, mentre l’altra non dovrebbe.

Quindi c’è una differenza di costruzione punto e basta, e non di prestazioni, gli ho detto.

Esattamente, mi ha risposto lui coi gomiti appoggiati sul bancone e il mento appoggiato sui gomiti.

Allora ho posato le penne, sono andato da Media Markt, ho comprato la stessa identica penna, quella da 12 euro.

Così impara a stare coi gomiti appoggiati sul bancone e il mento appoggiato sui gomiti.

Lì mi sono un po’ scoraggiato, che mi era parso quasi di essere tornato in Italia, allora poi scendendo sotto a prendere la metro, sono andato a prendermi un bibitone, uno di quei succhi con dentro quello che vuoi, che ti frullano carote, sedano, mele, barbabietole, zenzero, banane, kiwi, finocchio, mango e tutto il resto.

Ho preso un Urban Tonic piccolo: carota, mela, limone, cetriolo.

Solo che non avevano più limone, allora ho aspettato un po’, nel frattempo servivano tutti quelli arrivati dopo di me, alla fine hanno fatto che metterci il lime anziché il limone.
Poi quando finalmente era pronto il tipo ha detto Nooooooo, ho fatto una bêtise, e ha buttato via tutto prima che potessi dire che l’avrei bevuto lo stesso qualunque cosa ci avesse messo dentro che non fossero dei ragni morti.

Fatto sta ed è, ha ricominciato da capo, nel frattempo aveva già bevuto tutto il City 2, mancavo solo più io.

Alla fine mi ha servito una ragazza, mi ha detto Ecco, scusi, ma almeno sono riuscita a fargliene una porzione grande anziché una piccola.

Ecco, a me questa cosa cosa qua mi ha fatto pensare, senza fare di tutta l’erba un fascio, che questo genere di responsabilità gli italiani se le prendono poco, in Italia, che è sempre colpa di qualcun altro, e nessuno ci può mai fare niente, e non ci si prende mai la responsabilità di decidere niente, quando si lavora per degli altri.

Tipo fare un bibitone grosso anziché uno piccolo.

Ho ringraziato e sono scappato a gambe levate, per paura di essere linciato per favoritismo dai miei vicini di bibitone.

In realtà poi mi sono accorto che ai miei vicini di bibitone non fregava una emerita mazza che mi avessero servito un bibitone grande al posto di uno piccolo.

That’s it.

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