Sostieni
il giornalismo di qualità
ABBONATI ORA
HOT TOPICS  / Certificato Covid Recovery plan Elezioni Germania 2021 Coronavirus Brexit SmartEvent
Ricerca, molti degli scienziati premiati dall'Ue sono italiani ma vivono all’estero

Ricerca, molti degli scienziati premiati dall'Ue sono italiani ma vivono all’estero

Il Consiglio della ricerca ha stanziato 575 milioni di euro per premiare con borse di studio i migliori progetti. Premiati 46 italiani su 312, ma il nostro Paese ospita solo 20 borsisti

lab-workers

Nel nostro Paese spesso non hanno vita facile per gli stipendi da fame e la precarietà del lavoro, ma in fatto di meriti i ricercatori italiani hanno pochi rivali. A testimoniarlo il Consiglio europeo della ricerca (Cer) che ha selezionato 312 scienziati di punta, tra quelli “a metà carriera” di qualisasi nazionalità, a cui assegnare borse di studio con cui consolidare le proprie squadre e continuare a sviluppare le idee migliori. Tra i selezionati, gli italiani figurano numerosi: ne sono stati scelti ben 46. Meglio di noi hanno fatto solo i tedeschi, con 48 borse di studio, a seguire francesi (33), britannici (31) e olandesi (27).

Attenzione, però, si parla di nazionalità. Molti italiani vincitori delle borse di studio di consolidamento (Consolidator Grant) del Cer, infatti, non lavorano più nello Stivale ma sviluppano i progetti per cui vengono premiati in istituti stranieri. Guardando la graduatoria dei Paesi ospitanti, scendiamo non di poco nella classifica: l’Italia ospita 20 borsisti, contro i 62 del Regno Unito, o i 43 della Germania, i 22 della Francia, i 29 dell’Olanda e i 22 della Svizzera. Nel complesso i finanziamenti sono stati assegnati a ricercatori di 33 diverse nazionalità, ospitati in istituti in 21 diversi Paesi d’Europa, 9 dei quali ospitano cinque o più borsisti. Al concorso potevano partecipare ricercatori di qualunque nazionalità, purché stabiliti o disposti a stabilirsi in Europa.

Il concorso del Cer, primo di questo genere, ha lo scopo di sostenere alcune delle ricerche più promettenti. Ad esempio: prevedere le eruzioni vulcaniche grazie ad un orologio geochimico, analizzare gli effetti della materia oscura e dell’energia oscura sulla teoria gravitazionale, verificare la responsabilità attiva e passiva e i rischi in situazioni in cui l’azione è delegata a sistemi intelligenti, esplorare il ruolo dei fattori genetici e ambientali nei circuiti cerebrali a livello embrionale. In tutto sono stati messi a disposizione 575 milioni di euro, con una media per borsa di studio di 1,84 milioni di euro fino ad un massimo di 2,75 milioni di euro.

“Questi ricercatori percorrono strade innovative che faranno avanzare la conoscenza e apporteranno un contributo concreto nella società” ha commentato il Commissario europeo per la ricerca, Máire Geoghegan-Quinn: “Il Cer – ha spiegato – offre loro assistenza in una fase cruciale, in cui è spesso difficile reperire finanziamenti: quando hanno bisogno di spingersi avanti nella carriera sviluppando la loro propria ricerca con la loro squadra”.

Al Cer sono arrivate oltre 3600 proposte. L’età media dei ricercatori selezionati è 39 anni. Il 45% dei borsisti è stato selezionato nel settore “fisica e ingegneria”, il 37% in quello delle “scienze della vita” e il 19% in quello delle “scienze sociali e umane”. I borsisti sono stati scelti attraverso una valutazione tra pari effettuata da 25 commissioni composte da scienziati di chiara fama provenienti da tutto il mondo.

Letizia Pascale

ARTICOLI CORRELATI

I primi 80 anni del Manifesto di Ventotene
Cultura
IL CONTRIBUTO

I primi 80 anni del Manifesto di Ventotene

Nell’estate del 1941, mentre l’armata tedesca dilagava nell’Unione Sovietica, tre uomini, confinati sulla piccola isola italiana, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, solitari combattenti contro la dittatura del Duce, raccolgono in un programma di azione le riflessioni sul futuro di quell’Europa del dopoguerra