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Via libera del Parlamento alla nascita della Procura europea

Via libera del Parlamento alla nascita della Procura europea

L’Aula ha approvato la relazione di Salvatore Iacolino sulla creazione di una pubblico ministero sovranazionale per combattere crimine organizzato e frodi di natura finanziaria. Il relatore: “Ogni anno sottratti al bilancio comunitario 500 milioni di euro”

Iacolino

Contrastare le frodi internazionali, recuperando ogni anno 500 milioni di euro che vengono estorti al bilancio comunitario. Questo è l’obiettivo della creazione di una Procura europea, un pubblico ministero sovranazionale dalla struttura snella, che darà impulso alla battaglia contro il crimine organizzato e le frodi di natura finanziaria, progetto approvato oggi dal Parlamento europeo.

La nuova figura dovrebbe agire in “piena indipendenza sia dai governi nazionali che dalle istituzioni comunitarie” con l’obiettivo di perseguire reati che ledono “gli interessi finanziari dell’Unione”. Chi sarà indagato dal pubblico ministero sovranazionale, dovrà avere il diritto a un interprete e alla traduzione degli atti processuali nella lingua nazionale, il diritto ad essere informato ed il diritto ad avere un avvocato. Prima di cominciare la sua azione il Procuratore avrà il compito di armonizzare la legislazione nel tema dei diritti degli indagati in tutta l’Unione.

In ognuno degli Stati membri sarà individuato un ufficio di contatto con personale specializzato, chiamato a coordinarsi con i servizi centrali Ue. Le risorse economiche ed umane dovrebbero venire dall’Olaf, l’Ufficio anti frode della Ue, e da Eurojust.

Con l’approvazione della relazione sulla Procura europea, sottolinea il relatore, Salvatore Iacolino (Ppe), “viene messo un importante tassello per la costituzione di un organismo che dovrà tutelare gli interessi finanziari dell’Ue”. Secondo Iacolino “si tratta di uno strumento indispensabile, per contrastare reati quali le frodi comunitarie, la corruzione, l’appropriazione indebita, la malversazione di fondi europei”, reati che ogni anno “sottraggono circa 500 milioni di euro alle casse dell’Ue”, soldi che “soldi che possono essere utilizzati per le politiche di sviluppo ed educative”.

“La Procura europea – spiega Iacolino – a regime potrà utilizzare strumenti investigativi efficaci come il mandato di arresto europeo, l’ordine europeo d’indagine, il sequestro e la confisca consentendo un ulteriore passo avanti verso un’area comune di giustizia in Europa”. Dopo il parare positivo del Parlamento europeo, il progetto dovrà ora essere esaminato dal competente Consiglio dell’Unione per terminare poi il suo iter nella prossima legislatura.

L.P.

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