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Lavoro: per la Commissione Ue superata la fase peggiore della disoccupazione

Lavoro: per la Commissione Ue superata la fase peggiore della disoccupazione

Anche se “una crescita dello 0,1% del tasso di occupazione non è abbastanza per risolvere la terribile situazione che affrontano milioni di persone che non riescono a trovare un lavoro o a migliorare le proprie misere condizioni di vita”

Il signor 0,1%
Il signor 0,1%

“La stabilizzazione del mercato del lavoro indicata dalle cifre Eurostat sull’occupazione per l’ultimo trimestre del 2013 mostrano che abbiamo superato la fase peggiore della crisi economica e finanziaria”. Lo ha affermato oggi a Bruxelles il portavoce del commissario europeo agli Affari sociali, Laszlo Andor dopo che Eurostat ha diffuso dei dati secondo i quali l’occupazione dell’area euro è tornata a salire per la prima volta dopo oltre due anni, anche se di un modesto 0,1% nell’ultimo trimestre 2013 rispetto al precedente. Anche la Bce ieri aveva sostenuto che il momento peggiore per la disoccupazione dovrebbe essere stato superato.

La crisi nel settore del lavoro non peggiora, tuttavia, ha precisato il portavoce, Joanathan Todd, “una crescita dello 0,1% del tasso di occupazione non è abbastanza per risolvere la terribile situazione che affrontano milioni di persone che non riescono a trovare un lavoro o a migliorare le proprie misere condizioni di vita”. La crisi, ha ribadito, “resta ancora spaventosa, con il numero dei disoccupati che è ancora superiore a 26 milioni di persone, e a 5,5 milioni per i giovani. E con circa la metà dei disoccupati che sono rimasti senza lavoro per più di un anno”.

Secondo Todd altro segnale importante in questo quadro di tenue ripresa è che “anche il settore edilizio, che è stato quello più colpito dalla crisi, ha registrato i primi segni di risalita verso i suoi livelli normali” di crescita.

Restano tuttavia “preoccupanti”, ha osservato il portavoce, “i livelli ineguali degli indicatori dell’occupazione fra i diversi Stati membri. Purtroppo, la ripresa è ancora molto fragile, e queste cifre, ancora una volta, sottolineano fino a che punto non abbiamo fatto alcun progresso verso l’obiettivo della ‘Strategia Europa 2020’ di portare il tasso di occupazione al 75%”.

Secondo la Commissione, “per creare più occupazione, l’Europa ha bisogno di continuare a intraprendere quelle azioni che hanno condotto al recente, leggero miglioramento della situazione economica generale, come la coraggiosa politica monetaria e le misure strutturali per rafforzare la domanda interna”, ha detto ancora il portavoce. “Gli Stati membri – ha proseguito – dovrebbero anche accelerare i loro sforzi di riforma nei settori individuati dalle Raccomandazioni specifiche per paese (emesse dalla Commissione, ndr) e usare i Fondi strutturali comunitari e i Fondi d’Investimento per sostenere queste riforme, ad esempio per facilitare lo sviluppo delle imprese e per predisporre i meccanismi della ‘Garanzia Giovani'”, il programma, cofinanziato dall’Ue, volto a fornire un lavoro, un apprendistato o una formazione entro quattro mesi a chi conclude il ciclo d’istruzione.

Inoltre, “politiche di sovvenzione e riduzione della tassazione e degli oneri sociali per i lavoratori a basso reddito, sistemi individualizzati di collocamento, sostegno e formazione, sono cruciali in questa fase di inizio di ripresa per aiutare a riportare la gente al lavoro ed evitare che vi siano disoccupati di lunga durata, o giovani che alla fine del ciclo d’istruzione si arrendono e non cercano neanche più lavoro”, ha concluso Todd.

(con la collaborazione di TMNews)

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