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Embargo russo sui formaggi, l'Ue blocca gli aiuti a causa di richieste sproporzionate dall'Italia

Embargo russo sui formaggi, l'Ue blocca gli aiuti a causa di richieste sproporzionate dall'Italia

Richieste sproporzionate, danni dichiarati troppo ingenti da parte di Paesi che tradizionalmente non hanno volumi di export verso la Russia molto elevati. Ci risiamo, come già successo per gli aiuti agli agricoltori, le evidenti irregolarità costringono la Commissione europea a sospendere anche le misure di sostegno pensate per aiutare i produttori di formaggio a stoccare quella parte di merce che non è più possibile esportare verso Mosca a causa dell’embargo russo. A fare i furbi, questa volta, sarebbero stati proprio i produttori italiani: “Da sola l’Italia ha presentato richieste per l’84% delle tonnellate di formaggio per cui ha chiesto aiuto tutta l’Unione europea”, spiega una fonte.

Dall’avvio degli aiuti lo scorso 5 settembre fino al 14 dello stesso mese, continua la fonte, “sono arrivate richieste di aiuto per 85 mila tonnellate da tutta Europa. L’Italia ha chiesto aiuto per 74 mila tonnellate”. E ancora “nella seconda settimana, fino al 21 settembre, sono arrivate a livello Ue domande per 15.500 tonnellate di formaggio, di queste 9.700 erano italiane”. In totale quindi solo gli italiani hanno presentato richieste riguardo a quasi 84 mila tonnellate di formaggio sul totale di circa centomila e cinquecento tonnellate di tutta l’Ue. In poche settimane ci si avviava già quindi a raggiungere il tetto massimo, fissato dalla Commissione Ue, di 155 mila tonnellate. Insomma “le domande erano chiaramente sproporzionate e quindi le abbiamo stoppate”.

Una sproporzione, quella italiana, assolutamente non motivata dai volumi di export di formaggio del nostro Paese verso la Russia. Nel 2013, l’Ue ha esportato verso Mosca più di 250 mila tonnellate di formaggio, ma la maggior parte di queste arriva da Stati come Finlandia e Paesi baltici che lì dirigono il 90% dell’export dei propri formaggi. Scendendo giù nella classifica degli Stati per cui l’export verso Mosca è più importante si trovano poi Paesi Bassi (42%), Germania (38%) e Polonia (43%). L’Italia è soltanto al 15esimo posto.

“Non stiamo per forza parlando di abusi o di frodi – precisa commentando i numeri la fonte europea – ma è chiaro che l’Italia ha un problema strutturale in questo settore e si cerca di usare questi aiuti per risolverlo”. Rimangono invece ancora validi, fino alla fine dell’anno, gli aiuti per latte scremato in polvere e burro, per cui le richieste sono state molto più in linea con le aspettative. Presto, già domani o nei prossimi giorni, l’Ue spera anche di riuscire a ripartire con gli aiuti per gli agricoltori colpiti dall’embargo russo, anche questi sospesi per irregolarità.

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