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Elezioni regolari in Tunisia, Vittoria dei laici
Le file ai seggi in Tunisia

Elezioni regolari in Tunisia, Vittoria dei laici

Il partito laico La chiamata della Tunisia, Nidaa Tounes, vince le elezioni nazionali conquistando 85 seggi contro i 69 del Partito del rinascimento, Ennahda. Il voto si è svolto in maniera regolare, sostiene la delegazione del Parlamento europeo, inviata in Tunisia per osservare il corretto svolgimento delle elezioni parlamentari.

Secondo il capo della delegazione ed esponente del Partito Popolare Europeo (Ppe), Michael Gahler, l’elezione tunisina ha rappresentato “un notevole successo dell’Alta autorità indipendente per le elezioni (Isie), che ha organizzato un’elezione trasparente e professionale in un periodo di tempo molto breve”. L’europarlamentare ha sottolineato l’impegno degli esponenti politici tunisini a “riconoscere la legittimità del processo elettorale ed il suo esito”. Il giorno dell’elezione, il 26 ottobre, la delegazione ha verificato che i funzionari dei partiti politici e gli osservatori nazionali fossero presenti al seggi, “condizione essenziale di ogni elezione democratica” ha commentato Gahler.

Soddisfatto per lo svolgimento regolare delle elezioni il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, che elogia le autorità tunisine “per aver garantito il tranquillo svolgimento delle prime elezioni libere dalla fine del regime di Ben Ali”.

Gli unici nei delle elezioni tunisine hanno riguardato la scarsa partecipazione dei giovani al voto e le difficoltà verificatesi in alcuni paesi Ue per il voto dall’estero. “Queste elezioni parlamentari rappresentano un primo passo al quale seguiranno le elezioni presidenziali. Tocca al nuovo parlamento della Tunisia rispettare le aspirazioni democratiche e sociali del suo popolo” ha commentato Gahler. In futuro, la nuova Assemblea potrà comunque “contare sull’impegno costante da parte dell’Unione europea ed in particolare del Parlamento” ha sottolineato l’europarlamentare. Della stessa opinione il Presidente Schultz, che ha riaffermato la presenza dell’Ue al fianco della Tunisia per “affrontare insieme, nel mutuo rispetto, le principali sfide regionali”.