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Farage accetta 1,8 milioni Ue per il nuovo partito europeo, ma nell’Ukip è battaglia

Farage accetta 1,8 milioni Ue per il nuovo partito europeo, ma nell’Ukip è battaglia

Con il nome di Alleanza per la democrazia diretta in Europa (Adde),  l’Ukip ha deciso di creare un partito politico pan-europeo e una fondazione accedendo ai relativi fondi previsti dal bilancio dell’Unione, per un ammontare di 1,8 milioni di euro. Una mossa destinata a far discutere sia dentro che fuori la forza indipendentista del Regno Unito, considerata la sua natura fortemente euroscettica. L’ammettere stesso di essere un “partito europeo” e per questo prendere contributi tratti dalle tasse dei cittadini europei, e dunque diventare un “costo” anche per i britannici, è certamente cosa che non può non sollevare almeno qualche perplessità all’interno di una forza politiche che letteralmente vorrebbe vedere la “dissoluzione” dell’Unione.

L’operazione è ovviamente perfettamente regolare e si tratta dei classici finanziamenti comunitari elargiti ai partiti paneuropei e alle fondazione a loro vicine, che uniscono aderenti appartenenti a più Stati membri, come accade di fatto per tutte le forze politiche che contano una rappresentanza nel Parlamento europeo. Secondo i documenti mostrati dalla Bbc, il nuovo partito è già stato registrato ed è formato dalla maggior parte degli europarlamentari Ukip e otterrà fondi Ue per un milione di sterline per l’anno 2015. Sarà sostenuto anche da una fondazione, chiamata Iniziativa per la democrazia diretta in Europa, che si aggiudicherà 580 mila sterline. Sempre secondo l’emittente britannica, l’Aula di Strasburgo potrebbe ratificare la nuova creatura politica questa settimana e i soldi saranno a disposizione a partire dall’anno prossimo.

L’Ukip e il gruppo parlamentare Efdd, che raggruppa anche il Movimento cinque stelle,  fa della critica all’Ue il suo cavallo di battaglia, e di fronte alla decisione di Farage non sono mancate critiche e mal di pancia interni, oltre che una serie di critiche mosse dagli avversari. Puntuale e diretta  è l’accusa che arriva dal deputato Ukip Gerrard Batten, che alla Bbc ha dichiarato “di non essere interessato ad entrare in alcun partito europeo”, bollando la decisione dei vertici come una “scelta fatta senza alcuna consultazione interna, anzi bocciata già tre anni fa con un referendum interno al movimento”. “Sono sicuro -ha aggiunto il dissidente Batten- che la base e gli attivisti avverserà questa decisione, che non vogliono una forza pan europea per aggiudicarsi i fondi comunitari”. Diversi altri membri storici del partito vedono in questa operazione uno “strumento ulteriore per promuovere uno super-stato europeo” che Farage e i suoi hanno sempre osteggiato.

Ma Roger Helmer, parlamentare vicino a Farage,  ha difeso la decisione rispondendo a chi accusa il leader euroscettico di prendere denaro dei contribuenti: “Sono soldi che altrimenti andrebbero ad altri movimenti  europeisti che al contrario di Ukip -evidenzia Helmer- propongono una maggiore  integrazione europea”.