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Ucraina, Ue studia ipotesi droni e satelliti per monitorare rispetto cessate il fuoco

Ucraina, Ue studia ipotesi droni e satelliti per monitorare rispetto cessate il fuoco

Droni, radar e immagini satellitari per monitorare dall’alto il rispetto del cessate il fuoco nelle zone dell’Est dell’Ucraina in cui è più difficile accedere fisicamente. C’è anche questa tra le ipotesi allo studio dell’Unione europea in una fase in cui le buone sorti di una soluzione politica alla crisi poggiano soprattutto su un effettivo rispetto degli accordi di Minsk 2. A rivelarlo è lo stesso Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini che parlando al termine della riunione informale dei ministri degli Esteri dei Ventotto a Riga, spiega: “Stiamo parlando con l’Osce (l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) per garantire l’accesso alle diverse regioni ma abbiamo parlato anche di diversi strumenti: come immagini satellitari, radar o droni per potere seguire la situazione quando non è possibile entrare”.

L’ipotesi viene però guardata, per il momento, come un’ultima ratio a cui ricorrere se davvero dovesse rivelarsi impossibile incrementare la presenza di osservatori Osce sul territorio. Questa, sottolinea Mogherini, continua ad essere considerata la soluzione migliore anche perché le capacità per farlo esistono. “L’Osce – continua l’Alto rappresentante – può aumentare gli osservatori sul posto, il numero era fissato a cinquecento ma ancora non ce ne sono tanti là”. Dunque priorità all’accesso nelle regioni dell’Est ucraino di ulteriore personale specializzato e, nel caso questo si rivelasse impossibile, si valuteranno gli altri mezzi tecnici disponibili.

L’attenzione ora è dunque focalizzata su come l’Unione europea può aiutare per una reale messa in atto della tregua, mentre passa in secondo piano il discorso sanzioni. In questa, come nella precedente fase, assicura Mogherini, i Ventotto si muovono compatti: “Non posso non sottolineare ancora – insiste Mogherini – la nostra unità che è la nostra forza, tanto in passato nell’adozione di sanzioni quanto sul dialogo politico o su qualsiasi altro fronte. In ogni azione da prendere nei confronti della Russia – dice – questa unità sarà presente”.