Sostieni
il giornalismo di qualità
ABBONATI ORA
HOT TOPICS  / HGE8 Certificato Covid Recovery plan Elezioni Germania 2021 Coronavirus Brexit SmartEvent
Multimediale e 'social', a Bruxelles l'Alliance française è 2.0

Multimediale e 'social', a Bruxelles l'Alliance française è 2.0

Bruxelles – Iscrizioni on-line, applicazioni per tablet, forum multimediali per discutere temi specifici, piattaforme d’apprendimento on-line. In Belgio l’Alliance française de Bruxelles-Europe lavora alla versione 2.0 della lingua, con programmi che permettano un apprendimento pìù moderno del francese. Più che una rivoluzione un’evoluzione, intesa a rispondere alle sfide di oggi. Come offrire un insegnamento della lingua adatta ai bisogni delle nostra epoca? Per l’Alliance française de Bruxelles-Europe la risposta a questa domanda passa in buona parte per la tecnologia.

Ecco le idee: accesso ai corsi direttamente da casa con iscrizioni on-line attraverso un rinnovamento del sito internet (www.alliancefr.be), utilizzo di applicazione specifiche per tablet ed iPad per permettere lo studio a distanza, bacheche multimediali dove studenti possono interagire con i professori in discussioni su temi specifici. Alcune iniziative esistono già a livello sperimentale, altre arriveranno a breve. Nel centro di documentazione della sede brussellese dell’Alliance française è già disponibile per tutti gli studenti un tablet con programmi pensati per lo studio e l’apprendimento della lingua. Per il futuro si tratta di capire come gestire accessi e licenze, ma l’obiettivo è fare in modo di poter avere i programmi sui rispettivi dispositivi senza usare la postazione fissa di Avenue des Arts 46.

E’ già attiva invece Frantastique (gioco di parole frutto della fusione dei termini “fantastique”, ossia “fantastico”, e “francese”), piattaforma on-line per perfezionare la lingua. L’utente riceve ogni giorno una e-mail con esercizi – diversi a seconda del livello di competenza – che verranno poi corretti. L’Alliance française de Bruxelles-Europe sta testando la piattaforma con tre classi, e a breve sarà accessibile dal sito dell’organizzazione. C’è poi Culturethèque, il servizio gratuito per insegnanti e studenti iscritti al Centro di risorse di Avenue des Arts. Disponibile su tutto il territorio belga, il portale (www.culturetheque.com) permette la consultazione on-line direttamente da computer portatili e telefoni cellulari di e-book, audiolibri, fumetti e rassegna stampa.

Per il corpo docenti sono invece attivi da marzo corsi di formazione sull’informatica per l’insegnamento multimediale (padronanza di culturteque, Frantastique, social network). “Vogliamo andare oltre la semplice visione generalista e adattare il francese ai bisogni della società contemporanea”, creando un territorio di apprendimento multidisciplinare e sfaccettato, spiega a Eunews il direttore dell’Alliance française de Bruxelles-Europe, Jean-Claude Crespy.

Ma la multimedialità non è che un aspetto dell’evoluzione di Alliance française de Bruxelles-Europe. L’organizzazione lavora a corsi mirati per le aziende, per fornire un francese modellato alle diverse esigenze degli operatori. Si tratta di affiancare all’insegnamento di base quello specifico fornendo il “linguaggio professionale” richiesto dal mondo del lavoro. Intanto c’è il programma Voltaire, una speciale certificazione dalla validità quadriennale del livello di ortografia. Riconosciuto da scuole e imprese, il programma Voltaiore valorizza il francese scritto nelle diverse discipline e, dunque, il linguaggio tecnico. Il programma è già attivo e Alliance française de Bruxelles-Europe è il primo a prevederlo in Belgio. Ma per meglio rispondere al mercato, sono pronte nuove certificazioni linguistiche mirate, con diplomi di formazione professionale (DFP) in diverse aree.

Benvenuti all’Alliance française del nuovo millennio, nuova ma sempre uguale nella sua missione, tiene a sottolineare Crespy. Fin dalla sua nascita, nel 1883, l’Alliance française si è posta tre obiettivi: l’insegnamento della lingua francese, la promozione della cultura francofona e la cultura dei singoli Paesi francofoni. A Bruxelles si continua a fare tutto questo, “ma in chiave moderna, attraverso una multidisciplinarità che intende fare del francese qualcosa di più che semplice accademia”.

blog