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Immigrazione, Mogherini a Onu: serve sforzo globale, Ue non può farcela da sola

Immigrazione, Mogherini a Onu: serve sforzo globale, Ue non può farcela da sola

Bruxelles – L’Unione europea “può e vuole fare molto, ma non può farlo da sola”: per gestire una situazione migratoria “senza precedenti ed eccezionale” serve uno “sforzo globale”. È una vera richiesta di aiuto quella che l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Ferderica Mogherini, porta al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. A New York per discutere in particolare del mandato di un’operazione navale al largo delle coste libiche per distruggere i barconi prima che partano, la vicepresidente della Commissione sottolinea l’esigenza di una “risposta eccezionale, immediata e coordinata”. “Lo so, non è sempre stato così”, ammette Mogherini ma ora “l’Ue è pronta a fare la sua parte” per risolvere quella che è “non solo un’emergenza umanitaria, ma anche una crisi di sicurezza” e chiede di non essere lasciata sola a farlo perché “è una crisi dell’Europa, una crisi dell’Africa e una crisi del mondo”. Quelle dei migranti, ripete Mogherini citando le parole di papa Francesco “sono storie che ci fanno piangere e vergognare”. Io, interpella i membri del Consiglio di Sicurezza l’Alto rappresentante, “vi chiedo oggi un aiuto per smettere di piangere e smettere di vergognarci”.

Sul mandato per una missione contro gli scafisti “l’Europa vuole lavorare con l’Onu”, ha assicurato Mogherini ricordando che il mandato, in via di elaborazione a Bruxelles, sarà sottoposto al Consiglio Affari esteri del prossimo lunedì quando si prenderà una prima decisione e si capirà anche se una eventuale missione sarà a guida italiana. “Vogliamo rispettare le leggi internazionali e i diritti umani”, valori su cui “l’Ue è stata costruita”, ha garantito ancora l’Alto rappresentante. Insomma “lavoriamo in fretta ma non possiamo lavorare da soli, vogliamo che ci sia una partnership per mettere fine a questa tragedia”, occorre “condividere una responsabilità che è europea ma anche internazionale”, ha insistito Mogherini assicurando anche: “Non possiamo e non vogliamo agire contro nessuno ma in partnership con tutti, siamo qui per lavorare insieme”. “Nessun rifugiato sarà rimandato indietro contro la sua volontà voglio essere chiara su questo perché la priorità è salvare vite”, ha anche specificato l’Alto rappresentante secondo cui “la Convenzione di Ginevra sarà pienamente rispettata”.

Prima di intervenire davanti al Consiglio di sicurezza, Mogherini ha incontrato diversi rappresentanti (tra cui quelli di Unione africana e Cina) per tentare di creare il consenso necessario per ottenere il mandato delle Nazioni Unite, imprescindibile per qualsiasi intervento. Pochi giorni fa, il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni si è detto “ottimista” sulla possibilità di arrivare ad approvare una risoluzione che dia il via libera all’operazione. Il testo che dovrebbe ricadere sotto l’ombrello del Capitolo 7 della Carta Onu (quello che prevede l’uso della forza come estrema ratio), sul quale si è raggiunto già l’accordo tra Francia, Regno Unito, Spagna e Lituania (i Paesi europei attualmente nel Consiglio di sicurezza) e la cui stesura è stata affidata ai britannici.

E non solo c’è stata “un’eccellente cooperazione con i membri europeo del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”, ma anche tra gli altri membri c’è “un grande livello di comprensione e condivisione delle nostre preoccupazioni e del bisogno di agire insieme e in partnership non solo contro i trafficanti ma anche sulle cause alla base del fenomeno”, assicura Mogherini a fine giornata. Quindi anche se “c’è ancora molto lavoro da fare soprattutto sulla stesura del testo”, sono “abbstanza fiduciosa che una risoluzione Onu sia possibile in un ragionevole futuro”, anticipa Mogherini. Nel corso degli incontri non solo di oggi ma anche dei giorni scorsi, compresa quella con la Russia, riporta infatti l’Alto rappresentante, “non ho trovato nessuna opposizione di principio sui due elementi, né quello di salvare vite, né la lotta contro i trafficanti”. In ogni caso, fa sapere, “stiamo pianificando passi che possono essere fatti anche prima di una risoluzione Onu, nel pieno rispetto delle regole internazionali”.