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Stop-Ttip lancia mobilitazione in rete in vista del voto di Strasburgo

Stop-Ttip lancia mobilitazione in rete in vista del voto di Strasburgo

Roma – Un bombardamento telematico usando email e twitter: è questa la forma di protesta lanciata da Stop-Ttip Italia – coalizione che raggruppa circa 250 organizzazioni – per fare pressione sugli eurodeputati in vista del 10 giugno prossimo, il giorno in cui a Strasburgo saranno chiamati a votarela risoluzione con le indicazioni alla Commissione europea relative ai negoziati per l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Stati uniti.

Gli oppositori del trattato annunciano che la forma di protesta online, già partita, giungerà all’apice proprio nella giornata del voto, e sarà affiancata da iniziative sui territori, volte anche a rilanciare la petizione europea che, sostengono, è prossima a raggiungere i 2 milioni di firme per chiedere lo stop delle trattative. A partire da domani e fino al 7 giugno, a Milano, Torino, Roma, Firenze, Genova e in altre città, sono previsti presidi e iniziative di controinformazione ai cittadini sullo stato dell’arte dei negoziati. Il 9 giugno si svolgerà su Twitter il #TTTIPTuesday, hashtag usato ogni martedì per martellare gli eurodeputati con cinguettii di protesta, iniziativa che si ripeterà anche il giorno seguente.

“La questione dell’arbitrato internazionale, il rischio di un pesante abbattimento degli standard sociali e ambientali, di qualità del cibo e del lavoro, la nascita di organismi tecnici di regolamentazione senza alcun controllo da parte di quelli democraticamente eletti, la privatizzazione dei servizi”: sono questi gli elementi del Ttip che maggiormente preoccupano gli oppositori dell’accordo, i quali lo descrivono come “una mensa imbandita, i cui unici invitati sono i grandi gruppi di interesse economico”.

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Cronaca
IL CONTRIBUTO

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Dal 2004 l’Unione ha proibito la sperimentazione animale per prodotti cosmetici. Recentemente però, l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche avrebbe chiesto di modificare la normativa per poter ottenere il via libera alla sperimentazione di ingredienti di uso cosmetico su animali come topi e conigli