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    Home » Politica » Il Parlamento europeo chiede un sistema centralizzato Ue per le richieste d’asilo

    Il Parlamento europeo chiede un sistema centralizzato Ue per le richieste d’asilo

    Il sistema dell'Ue per far fronte al numero sempre crescente di arrivi dei migranti non funziona, afferma una risoluzione approvata dalla commissione libertà civili

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    16 Marzo 2016
    in Politica
    asilo, immigrati, parlamento europeo

    Bruxelles – Il sistema di asilo dell’Ue per far fronte al numero sempre crescente di arrivi dei migranti non funziona, afferma una risoluzione approvata dalla commissione libertà civili del Parlamento europeo, nella quale si propone una revisione radicale delle cosiddette norme di Dublino, istituendo un sistema centralizzato.

    L’idea è di un meccanismo, che includerebbe quote nazionali, che dovrebbe funzionare a partire della prima accoglienza negli “hotspot”, da cui poi i rifugiati dovrebbero essere redistribuiti. La proposta di revisione del regolamento di Dublino III (che determina quale Stato membro è responsabile di vagliare la domande di asilo) è stata approvata in una risoluzione votata in commissione. Il testo, redatto da Roberta Metsola (PPE, MT) e Kashetu Kyenge (S&D, IT) è stato approvato con 44 voti favorevoli, 11 contrari e un’astensione.

    “La situazione è gravissima. Lo scorso anno, 3.771 persone sono annegate nei nostri mari. Quest’anno oltre 450 persone, tra cui 77 bambini, sono morte. Abbiamo il dovere come politici di assicurare che queste persone non siano solo statistiche senza nome. Si tratta di persone reali, con vite vere. Dobbiamo tutti impegnarci a fare meglio – l’indifferenza non è un’opzione. È il momento di agire sotto tutti i punti di vista e questo è ciò che il nostro rapporto richiede”, ha dichiarato la relatrice Metsola.

    “L’Europa ha bisogno di stabilire un approccio globale alla migrazione basato sul principio di solidarietà tra Stati. È necessario un piano di organizzazione internazionale che permetta a questo principio di essere applicato, così da distribuire in modo equo le responsabilità e mettere al centro del processo il valore della vita e dei diritti fondamentali”, ha aggiunto la relatrice Kyenge.

    Nel testo è evidenziato come l’attuale sistema europeo di gestione delle domande di asilo non tenga adeguatamente in considerazione le particolari pressioni migratorie affrontate dagli Stati membri alle frontiere esterne dell’uE. I deputati chiedono delle modifiche al fine di garantire equità e condivisione delle responsabilità, solidarietà e tempi rapidi nella presa in esame delle domande.

    Nel 2015, 1,83 milioni di persone hanno cercato di attraversare irregolarmente le frontiere esterne dell’Ue (282.500 nel 2014) e 1,4 milioni di domande di protezione internazionale sono state presentate nell’UE, in Norvegia e in Svizzera, con numeri in costante aumento a partire da aprile.

    Misure urgenti di ricollocamento e assistenza per Paesi di “primo arrivo” come Italia e Grecia

    Nel testo si invitano gli Stati membri ad adempiere ai loro obblighi per quanto riguarda le misure urgenti di ricollocamento in quanto, alla data del 3 marzo 2016, solo 660 su 106.000 richiedenti asilo, e in attesa di essere assegnati da Italia e Grecia agli altri Stati membri, sono stati effettivamente ricollocati.

    Per quanto riguarda il reinsediamento, i deputati insistono sulla necessità per l’Unione di adottare un “approccio legislativo vincolante”, aggiungendo che, affinché esso sia efficace, si dovrà garantire il reinsediamento di un numero “significativo” di rifugiati in relazione al numero complessivo dei richiedenti asilo nell’Unione.

    Maggiore assistenza sugli hotspot

    La commissione per le libertà civili ha inoltre affrontato il tema del funzionamento degli “hotspot”, avanzando la richiesta di assistenza tecnica ed economica agli Stati membri che si trovano a gestire per primi gli arrivi, come Italia e Grecia. Secondo il Parlamento, questi Stati devono poter effettuare la registrazione di tutti i migranti e accettare l’aiuto dell’Ue.

    I deputati hanno evidenziato inoltre la posizione di vulnerabilità dei minori, in particolare di coloro che viaggiano soli, insistendo sull’attuazione di un sistema di protezione rispettoso delle esigenze dei minori, al fine di prevenire abusi e sfruttamento.

    Preoccupazione su Schengen

    Nel rapporto si esprime preoccupazione riguardo alla decisione, da parte di alcuni Stati membri, di chiudere le frontiere nazionali o introdurre controlli temporanei: queste misure mettono in discussione il funzionamento stesso della zona Schengen.

    Rimpatri

    I nuovi accordi comunitari sulla cosiddetta “riammissione” dovrebbero avere la precedenza su quelli bilaterali tra Stati membri e Paesi terzi. Il Parlamento insiste nel ricordare che i migranti possono essere rimpatriati solamente se il Paese cui sono destinati versa in condizioni di sicurezza.

    La risoluzione sarà votata nella prossima sessione Plenaria, il 13 aprile, a Strasburgo.

    Tags: Asiloimmigratiparlamento europeo

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