Bruxelles – Sapere cosa c’è in quello che mangiamo è fondamentale per scegliere di inserire oppure no determinate sostanze nel nostro corpo. Le indicazioni nutrizionali servono proprio a questo, ma il Parlamento europeo mettendo il veto sul provvedimento della Commissione che voleva inserirle sulle confezioni delle energy drink, dimostra di pensarla diversamente.
Per la pediatra e esperta dell’alimentazione infantile Margherita Caroli, il Parlamento europeo ha sbagliato: “Non si capisce questa decisione del Parlamento che invece di essere utile ai cittadini, alla società e ai consumatori, fa solo comodo alle multinazionali che producono le bevande energizzanti”.

Caroli, già presidente dell’European childhood obesity group (Ecog), ha ribadito la propria preoccupazione per l’aumento dell’uso di energy drink tra i più giovani, bevande che “dovrebbero essere eliminate in quanto non solo aumentano i rischi di obesità, ha spiegato l’esperta, ma se assunte in alte quantità possono causare anche alterazioni strutturali e metaboliche al cervello, soprattutto in bambini e adolescenti che si trovano nel pieno della crescita”.
Oramai, tuttavia, le energy drink sono una realtà e vengono assunte sempre più frequentemente da giovani e adulti, per cui l’unica strada da percorrere per l’esperta è quella della conoscenza. “La presenza delle quantità di sostanze come caffeina, zucchero o alcool, deve essere indicata, perché costituisce uno strumento di educazione e prevenzione”.
Al contrario, la pediatra, che da anni lavora a stretto contatto con le istituzioni europee, è convinta che l’ignoranza costituisce un pericolo maggiore: “non conoscere le quantità di sostanze presenti nelle energy drink può indurre a pensare che non siano significative e quindi spingere a un eccesso di consumo”.


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