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L'Europa che vorrei

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L'Europa che vorrei

di Lorenzo Consoli
Ue: Per le misure anti-Xylella occorre la valutazione di impatto ambiente
Rosa D'Amato

Ue: Per le misure anti-Xylella occorre la valutazione di impatto ambiente

Bruxelles – Il piano adottato per combattere la Xylella, il batterio considerato responsabile del disseccamento degli ulivi in Puglia, “deve essere oggetto di una valutazione ai sensi della direttiva Vas (Valutazione ambientale strategica, ndr)”. Lo afferma il commissario all’Ambiente Karmenu Vella a nome della Commissione europea nella sua risposta scritta a un’interrogazione parlamentare dell’eurodeputata del Movimento 5 Stelle Rosa D’Amato, secondo la quale “si tratta di un chiarimento fondamentale, che smentisce categoricamente il governo e la Regione Puglia”. Quest’ultima ad esempio, ricorda D’Amato in una nota diramata a Bruxelles, “in una delibera dell’8 aprile 2016 ha scritto espressamente che le misure anti-Xylella non necessitano di valutazione ambientale e strategica”.

La direttiva (2001/42/Ce del 27 giugno 2010) impone che determinati piani e programmi che potrebbero avere effetti significativi sull’ambiente, inclusi quelli adottati dagli Stati membri per l’eradicazione degli organismi nocivi ai vegetali di interesse agricolo, siano sottoposti a una valutazione d’impatto sull’ambiente nel corso della loro elaborazione e prima della loro adozione. Tale valutazione include l’elaborazione di un rapporto ambientale (che indica gli effetti significativi probabili sull’ambiente e le possibili soluzioni sostitutive) nonché lo svolgimento di consultazioni (del pubblico, delle autorità responsabili per l’ambiente e degli altri Stati membri in caso di effetti transfrontalieri significativi).

Tutto questo non è mai stato fatto con le drastiche “misure di eradicazione” della Xylella che l’Ue ha imposto all’Italia di prendere in Puglia. Misure che comprendono la distruzione di tutti gli ulivi, anche secolari, se trovati infetti in una fascia di 20 km entro il confine della “zona di demarcazione” comprendente praticamente tutto il Salento, e una vera e propria desertificazione in un cerchio con raggio di 100 metri, con la distruzione di tutte le piante potenziali ospiti del batterio attorno a qualunque pianta infetta trovata fuori dalla zona di demarcazione.

“La Commissione Ue, per voce del commissario all’Ambiente Karmenu Vella, chiarisce che, anche se ordinato e imposto da Bruxelles, il piano fitosanitario dell’Italia doveva obbligatoriamente prevedere questo tipo di valutazione”, osserva ancora Rosa D’Amato, evidenziando anche l’apparente contraddizione fra la risposta di Vella e le misure volute dai servizi del commissario alla Salute, Vytenis Andriukaitis.

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