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Benifei (Pd):

Benifei (Pd): "Passi avanti in integrazione fiscale possibili ora solo nell'Eurozona"

Roma – Casi come l’intervento della Commissione europea sulla tassazione di favore dell’Irlanda nei confronti di Apple mostrano che “c’è una grande attenzione delle persone al tema della fiscalità” e della “concorrenza sleale” tra Paesi dell’Ue su questo terreno. L’eurodeputato del Pd Brando Benifei, intervenendo al dibattito di Eunews ‘How can we govern Europe?’, invita a non sottovalutare la sensibilità dei cittadini verso questi temi, e a sfruttarla come stimolo per “andare avanti sull’integrazione fiscale”.

Si tratta però di un campo sul quale “a ventotto è difficile lavorare”, indica. Quindi, “dobbiamo iniziare dall’eurozona” perché “è lì che c’è lo spazio politico” per armonizzare i sistemi fiscali che oggi sono “sensibilmente diversi” tra i paesi. Anzi, secondo il deputato europeo del Pd, anche l’unione monetaria potrebbe essere troppo ampia  e “addirittura, in alcuni casi, forse bisognerebbe procedere con una cooperazione rafforzata che metta insieme, almeno all’inizio, solo alcuni paesi dell’area euro”.

Sulla questione della governance economica, Benifei sottolinea poi che  “certi governi non hanno ancora capito che alcune cose non si possono fare senza il Parlamento europeo”. Nell’ottica di far assumere alle cancellerie europee questa consapevolezza, secondo l’esponente del Pse “il governo italiano ci ha dato una sponda sul bilancio”, ponendo una riserva sulla revisione del budget pluriennale in linea con la posizione emersa dal Parlamento Ue.

“La cosa più sorprendente della decisione sulla Apple è che la Commissione ha potuto prenderla”, ha affermato Nicola Minasi, consigliere per la Concorrenza alla Rappresentanza permanente dell’Italia presso la Ue. L’esecutivo “ha competenza esclusiva in materia di aiuti di Stato, non di fiscalità”, e quindi “come ha potuto intervenire in materia di fiscalità? Perché se la fiscalità si usa per farsi concorrenza sleale a vicenda pone problemi ad altri Stati”, ha spiegato. E questo è accaduto quando l’Irlanda ha concesso all’azienda statunitense di non pagare tasse “anche per profitti raccolti in Europa”. “La cosa sorprendente e incoraggiante”, ha aggiunto Minasi “è che la base legale per decisione su Apple è esattamente identica a quella prevista trattati Roma del ’57”, e questo dimostra che “la scelta di dare una competenza esclusiva in materia di aiuti di stato alla Commissione è stata scelta dirompente, ha creato qualcosa che definisco automatismo evolutivo”.

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