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Carceri, ancora molto da fare contro il sovraffollamento in Europa. Svezia esempio virtuoso

Carceri, ancora molto da fare contro il sovraffollamento in Europa. Svezia esempio virtuoso

Esperti e studiosi chiamati a illustrare al Parlamento Ue le problematiche del sistema carcerario europeo comparando le diverse esperienze degli Stati membri. Francia tra le peggiori, in Italia la situazione sembra migliorare

Bruxelles – La condizione delle carceri in Europa, pur con qualche eccezione nei paesi scandinavi, presenta ancora grosse problematiche per quanto riguarda il sovraffollamento e quindi il rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti. Questo ciò che è emerso in un’audizione con esperti e studiosi durante in commissione Libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento europeo.

Troppi detenuti, spesso ammassati in celle che possono ospitare tre persone al massimo, nonostante i diversi richiami della Corte europea dei diritti umani. È il caso della Francia, che con una popolazione carceraria di circa 70 mila persone, supera di ben 10 mila unità la capacità massima ospitante delle carceri d’oltralpe. Una situazione, quella francese, “non più sostenibile, cui il governo sta cercando di correre ai ripari con una politica opposta rispetto a quella di altri Paesi”, ha dichiarato Marie Crétenot dell’Osservatorio internazionale delle prigioni. Crétenot afferma che “il governo francese ha ordinato la costruzione di nuovi carceri per limitare il sovraffollamento”, sottolineando la “non volontà di ridurre i detenuti”.

Una politica diversa, ad esempio, rispetto a quella attuata in Svezia. Un paese che ha deciso di puntare tutto sulla diminuzione del numero di detenuti, abbassando il numero dei recidivi, ovvero di coloro che tornano nuovamente in carcere dopo pochi mesi dalla libertà. “Questo è stato possibile solo grazie a delle misure di prevenzione”, ha dichiarato Lars Widholm, responsabile del sistema delle prigioni e della sorveglianza della Svezia, elencando le diverse misure prese in considerazione per limitare l’uso del carcere e favorire il reinserimento. Tra queste la sensibilizzazione della gente, per permettere un migliore reinserimento nella società a chi sconta le proprie pene, ma anche l’uso del braccialetto elettronico o di altri strumenti simili per garantire maggiore libertà durante la fase finale della pena.

Per quanto riguarda l’Italia buone notizie. Il presidente del consiglio per la Cooperazione penitenziaria (Consiglio d’Europa) Vivian Geiran, ha dichiarato che “l’Italia è uno dei Paesi che ha fatto grandi passi avanti contro il sovraffollamento, identificando le cause e approvando misure mirate per risolvere il problema”.

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