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Roaming addio, arriva l'ok definitivo del Parlamento europeo

Roaming addio, arriva l'ok definitivo del Parlamento europeo

Bruxelles – Addio al roaming nell’Unione europea. Da Strasburgo è arrivato l’ok definitivo all’abolizione delle maggiorazioni tariffarie per il “roaming” nella telefonia mobile. Approvato l’accordo informale con il Consiglio dell’Ue con 549 voti favorevoli, 27 voti contrari e 50 astensioni. Il voto degli eurodeputati era ormai una formalità dopo l’accordo sui prezzi all’ingrosso raggiunto tra Commissione, Consiglio e Parlamento all’inizio di febbraio.

La vera novità contenuta nell’accordo informale tra il Parlamento e il Consiglio riguarda proprio i tetti ai prezzi all’ingrosso, che gli operatori telefonici si applicano tra di loro per offrire i servizi di roaming. In base all’accordo, il 15 giugno 2017 il tetto dei prezzi all’ingrosso per i dati scenderà dall’attuale 50 euro a gigabyte a 7,7 a gigabyte e poi continuerà scendere in diverse fasi, fino a raggiungere i 2,5 euro a giga dal primo gennaio 2022. Si tratta di un tetto significativamente più basso di quello inizialmente proposto dalla Commissione (8,5 euro per giga). In questo modo gli operatori potranno offrire il roaming ai loro clienti senza aumentare i costi delle telefonate nazionali, e allo stesso tempo continuare a investire sulle reti di nuova generazione come il 5g.

L’abolizione del sovrapprezzo per le comunicazioni in roaming, programmata per il 15 giugno 2017, consentirà ai consumatori di telefonare, inviare messaggi e utilizzare dati della rete mobile mentre si trovano in altri Stati dell’Ue senza pagare tariffe aggiuntive. “Questa è una grande vittoria per i consumatori europei”, ha dichiarato la relatrice Miapetra Kumpula-Natri (S&D). “Possiamo celebrare il fatto che dal 15 giugno non ci saranno più tasse sul roaming. Gli utenti europei in viaggio potranno controllare le proprie e-mail, usare le mappe, caricare foto sui social media, telefonare e scrivere messaggi a casa senza costi aggiuntivi”.


Questo contributo è stato pubblicato nell'ambito di "Parliamo di Europa", un progetto lanciato da Eunews per dare spazio, senza pregiudizi, a tutti i suoi lettori e non necessariamente riflette la linea editoriale della testata.

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