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Castaldo (M5s):

Castaldo (M5s): "Il Consiglio diventi una seconda Camera, Ue non decida nelle segrete stanze"

Roma – Si arricchisce di dettagli l’idea di Europa a cui pensa il Movimento 5 stelle e che è stata presentata ieri dal candidato premier Luigi Di Maio. È Fabio Massimo Castaldo, vice presidente del Parlamento Ue, ad articolare la posizione pentastellata dialogando con il direttore di Eunews, Lorenzo Robustelli, nella seconda giornata di dibattiti a ‘How can we govern Europe?’ (segui la diretta). Castaldo precisa come debba essere attribuito più potere ai cittadini e agli eurodeputati, apre alla proposta di liste transnazionali avanzata dal governo italiano, e indica come vada invece ridotto e reso più trasparente il ruolo del Consiglio.

L’istituzione rappresentativa dei governi, spiega l’europarlamentare, “deve diventare una seconda Camera e perdere un po’ di potere esecutivo”. Ma soprattutto, aggiunge, anche il Consiglio, “nel suo ruolo di co-legislatore, deve essere trasparente come il Parlamento europeo” e rendere pubbliche le posizioni espresse da ciascun governo, perché “i cittadini hanno diritto di conoscerle e le decisioni non possono essere prese nelle segrete stanze”.

Quanto all’Assemblea elettiva europea, le va attribuito maggior potere affidandole il potere di iniziativa legislativa, che sia portata avanti da un numero di parlamentari provenienti da più paesi, ed “estendendo la procedura legislativa ordinaria a tutte le materie di competenza dell’Ue”. Il pentastellato non disdegna la proposta di liste transnazionali promossa dal sottosegretario agli affari europei Sandro Gozi, che l’ha rilanciata anche ieri nel suo intervento al dibattito di Eunews. “Siamo aperti”, indica Castaldo, appatto che l’niziativa non si trsformi in un “salvagente per politici trombati a livello nazionale”.

Sono tre le condizioni poste per la creazione di una circoscrizione elettorale europea. In primo luogo “deve essere aperta a partiti non affiliati a un partito europeo”. Poi deve consentire la partecipazione anche a “movimenti che non intendono costituirsi in, né affiliarsi a, nessun partito nazionale o europeo”, in modo da mantenere l’identità di “movimento di cittadini” e poter trovare in formazioni simili dei partner a livello europeo, “sulla base di programmi e visioni politiche comuni”. Infine, per presentare una lista europea vanno raccolte “centinaia di migliaia di firme a livello europeo, per dimostrare che la formazione ha un certo seguito” e non si tratti di una costruzione fatta dal ceto politico.

A chiudere il cerchio del maggior coinvolgimento dei cittadini c’è poi il “rafforzamento dell’iniziativa legislativa popolare”. Lo strumento esiste già, ricorda Castaldo riferendosi all’Ice, ma finora è stato poco utilizzato e, anche quando le proposte sono state presentate, sono state accolte con orecchio da mercante dalle istituzioni europee.

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