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A marzo le elezioni, anche gli expat alle urne: ecco come votare dall'estero
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A marzo le elezioni, anche gli expat alle urne: ecco come votare dall'estero

Se non si riceve a casa il plico elettorale dal 18 febbraio si potrà andare a richiederlo personalmente in consolato

Bruxelles – Sono tanti gli italiani che non vogliono rinunciare ad esercitare il loro diritto di voto, nonostante si trovino all’estero. Non solo chi risiede stabilmente all’estero può votare, ma lo possono fare anche coloro che sono fuori dai confini nazionali per ameno tre mesi (che comprendano la data delle elezioni) per motivi di studio, cura o lavoro.

Ecco di seguito le due procedure per votare per corrispondenza in vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018.

Per gli expat iscritti all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero), entro il 14 febbraio sarà spedito presso il loro indirizzo di residenza il plico elettorale, che contiene la scheda e le istruzioni per il voto. Il tutto dovrà essere poi spedito o consegnato personalmente al consolato di riferimento, ma attenzione: deve assere recapitato entro le ore 16 del primo marzo 2018In caso di mancata ricezione del plico a domicilio, a partire dal 18 febbraio, gli elettori potranno rivolgersi alla cancelleria consolare per chiedere la verifica della propria posizione elettorale e l’eventuale rilascio del duplicato.

Gli italiani (e i loro familiari conviventi) che per motivi o di lavoro, di studio o di cura si trovano fuori dai confini nazionali e non sono iscritti all’Aire, possono far pervenire al Comune dove sono iscritti alle liste elettorali entro il 31 gennaio un modulo (qui reperibile) che può essere inviato per posta, fax, email anche non certificata. Il modulo può essere anche fatto pervenire a mano al Comune, anche da una persona diversa dall’interessato.

La dichiarazione, deve essere redatta su carta libera e corredata di copia di documento d’identità valido dell’elettore. Deve contenere: l’indirizzo postale estero cui va inviato il plico elettorale, l’indicazione dell’Ufficio consolare competente per territorio e una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l’ammissione al voto per corrispondenza (vale a dire che ci si trova – per motivi di lavoro, studio o cure mediche – in un Paese estero in cui non si è anagraficamente residenti, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento delle consultazioni; oppure che si è familiare convivente di un cittadino che si trova nelle predette condizioni). Anche in questo caso la scadenza per l’invio del plico con la scheda votata in Consolato sono le ore 16 del primo marzo 2018.

Maggiori informazioni si trovano qui.