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Il vino si può fare anche in Norvegia, e a produrlo è un italiano
Danilo Costamagna nel suo vigneto in Norvegia

Il vino si può fare anche in Norvegia, e a produrlo è un italiano

Bruxelles – Basta Barolo, Chianti e Brunello di Montalcino in Norvegia. Il Paese dei fiordi può produrre il vino da sé. L’idea ha mosso solo i suoi primi passi, i produttori sono in tutto solo 80, tra professionisti e amatori, e tra loro c’è un ingegnere italiano di 38 anni che è  arrivato in Norvegia nel 2002 con una borsa di studio Erasmus, e che poi, dopo aver lavorato in altri Paesi d’Europa, ci si è stabilito per amore. Una vera storia “europea”, di studio, amore, cultura. Di scambio.

Lui si chiama Danilo Costamagna, è piemontese, ha messo in un cassetto la sua laurea  in ingegneria ed ora fa l’educatore in una scuola materna, ma il suo sogno, ammette, è quello di avviare una produzione commerciale di vino “con la mia firma”, nella terra dei Vichinghi. Per far crescere l’esperienza di suo nonno, che nelle Langhe produceva vino per la famiglia, con il piccolo Danilo sempre al seguito. Lo ha raccontato in un’intervista concessa a Culturagroalimentare.com nella quale spiega che tutto è possibile, anche produrre vino in una terra bella ma fredda, nevosa e con una luce così difficile come la Norvegia.

Foto tratta da Culturagroalimentare.com.

Costamagna ha spiegato di aver iniziato per gioco e poi “per sfida personale” a cercare metodi per far produrre una piantina “qualunque” ibrida, di origine tedesca, acquistata sei anni fa, che nonostante “avesse resistito alla rigidità di molti inverni”, non era riuscita a generare grappoli che giungessero a maturazione. Così, dopo varie ricerche, è riuscito a unirsi a un gruppo di amanti del vino, nell’Ovest del Paese, ed ora lavora un un vigneto di 500 piante esteso 400 metri quadrati. Nonostante le mille difficoltà e la particolare manutenzione che necessita il vigneto – trovandosi in un terreno che per sei mesi all’anno è inondato di luce, mentre per altri sei mesi è avvolto dall’oscurità – Costamagna riesce a produrre qualche cassa di bottiglie di vino frizzante, e qualcuna di vino bianco e rosso, da piante derivate da cabernet e pinot, che in nome di Gioacchino Rossini ha battezzato ‘Adagio’,  ‘Andante’ e ‘Allegretto’.  “Ora sto creando una cooperativa con altri vigneti – spiega l’ingenere a Eunews – e spero che potremo raggiungere presto 5.000/6.000 piante. Ora siamo solo tre vigneti, con un totale di un migliaio di piante, ma già in primavera ne pianteremo altre”.

Il commercio del vino in Norvegia è regolato da una normativa molto restrittiva, dovuta alla storia determinazione del governo di combattere l’abuso di alcolici e superalcolici, fenomeno dilagante nel Paese. Per questo, per Costamagna e i suoi colleghi è possibile vendere il vino soltanto ai ristoranti e al monopolio di Stato norvegese. Un buon vino, per via delle tasse, ha un prezzo per bottiglia che parte da 30/40 euro, che sono “assolutamente sostenibili da un consumatore medio norvegese”, visto che il reddito medio è molto alto.

(Ha collaborato Veronica Chisari)