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E' spaccatura nel centrodestra. Berlusconi dice no a Di Maio e punta al Pd. Salvini s’infuria

E' spaccatura nel centrodestra. Berlusconi dice no a Di Maio e punta al Pd. Salvini s’infuria

Casellati rimette il mandato esplorativo con “spunti di riflessione politica” che il presidente Mattarella valuterà nel fine settimana. Salvini ai ferri corti col leader di Forza Italia che dice: 5 stelle buoni "per pulire i cessi"

Roma – Silvio Berlusconi non ci sta a farsi rinchiudere nel recinto dell’appoggio esterno a un governo M5s-Lega, così prova a far saltare il banco delle trattative ma spacca il centrodestra. Il leader di Forza Italia – che ieri aveva forse illuso il suo alleato leghista Matteo Salvini su un via libera alla nascita di un esecutivo giallo-verde – oggi è tornato ad attaccare il Movimento 5 stelle con la stessa furia usata in campagna elettorale: “Sono un pericolo per il Paese” e “mai potremmo governare con loro”. E poi aggiunge il carico da 90: “Non hanno nessuna capacità, non hanno nessuna competenza. Nelle mie aziende, voglio essere duro e volgare, li manderei a fare i fattorini e pulire i cessi”.

L’ex cavaliere apre invece a una maggioranza del centrodestra con dei volenterosi dei gruppi misti di Camera e Senato e il Partito democratico. Lo scenario (disperato invero)  prontamente respinto dal Pd, è visto come fumo negli occhi dal segretario del Carroccio.

“C’è qualcuno che vuole un governo tecnico alla Monti, telecomandato da Bruxelles, per spennare gli italiani”, è l’accusa di Salvini, pronto a “evitare questa fregatura” anche “mettendomi in campo in prima persona”. Chiede un mandato per sé e avverte l’alleato: “Se qualcuno ad Arcore pensa di far saltare altre trattative per andare al governo con Renzi e col Partito democratico, non è rispettoso del voto degli italiani e lo fa senza la Lega”.

La spaccatura nel centrodestra è evidente. Di Maio avrebbe tutti i titoli per rivendicare il risultato che aveva previsto già dopo il primo colloquio con la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, quando disse che la dissoluzione del centrodestra sarebbe stato l’unico risultato delle consultazioni esplorative. Che non lo abbia fatto può essere interpretato come un gesto di fair play nei confronti di Salvini, con il quale evidentemente il dialogo prosegue.

È proprio a questa porta ancora aperta che sono legati gli “spunti di riflessione politica” offerti da Casellati al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Rimettendo il mandato nelle mani del capo dello Stato, la titolare dello scranno più alto di Palazzo Madama non ha indicato l’impraticabilità assoluta di un’ipotesi di governo. Per questo Mattarella ha preso ancora qualche giorno di tempo. Valuterà nel fine settimana come procedere al prossimo passo, che potrebbe esser un nuovo mandato esplorativo, un incarico o un preincarico. Tutte le ipotesi rimangono sul campo, in attesa che il weekend – domenica si vota per le regionali in Molise – porti qualche elemento di novità.

A questo punto, visto che Berlusconi non è disposto a farsi da parte, il leader della Lega potrebbe accarezzare l’idea di liberarsi dell’alleato attribuendogli la responsabilità della rottura. Alcune sue dichiarazioni vanno proprio in questa direzione. “Mi spiace che invece di costruire ci sia qualcuno che prova a distruggere, anche nel centrodestra”, dice. Poi aggiunge: “Io sto provando a tenere il centrodestra unito nonostante offerte di ogni genere da un mese, e devo sentirmi dire che dovremmo andare col Pd? Non scherziamo!”. La frattura sembra pronta, e probabilmente il segretario del Carroccio sta attendendo solo i risultati delle amministrative in Molise e in Friuli Venezia Giulia.

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