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    Home » Economia » Vuoto a rendere per bottiglie e stop vendite per posate e piatti, le proposte Ue anti-plastica

    Vuoto a rendere per bottiglie e stop vendite per posate e piatti, le proposte Ue anti-plastica

    La direttiva della Commissione vuole obbligare gli Stati a recuperare il 90% dei contenitori monouso entro il 2025, e le imprese a coprire i costi di gestione e bonifica dei rifiuti. Timmermans: "

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    28 Maggio 2018
    in Economia

    Bruxelles – Piatti di plastica addio. Pic-nic, barbecue e feste di compleanno presto potranno cambiare. La Commissione europea propone la stretta sui prodotti usa e getta di uso comune, troppo comune per poter continuare a essere messi in circolazione. L’86% dei rifiuti che si trova sulle spiagge è rappresentata da stoviglie e bottiglie di plastica, e l’esecutivo comunitario chiede agli Stati membri di mettere al bando tutto questo attraverso restrizioni e modifiche commerciali alla base di un radicale cambiamento culturale.

    La proposta di direttiva messa a punto dal collegio dei commissari prevede due grandi cambiamenti epocali. In primo luogo si introduce il divieto di vendita di tutta una serie di prodotti quali bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande e aste per palloncini, tutti prodotti che di qui in avanti “dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili”. Pronta anche la messa al bando dei contenitori per bevande in plastica monouso se i tappi e i coperchi non resteranno attaccati al contenitore.

    La seconda grande rivoluzione proposta dalla Commissione è l’introduzione di un sistema di vuoto a rendere per le bottiglie in plastica. Non è un obbligo, ma solo un esempio di misure ritenute adeguate per far fronte al problema e soprattutto raggiungere l’obiettivo di recuperare il 90% delle bottiglie di plastica entro il 2025. “E’ un obiettivo raggiungibile, con strumenti come sistemi di cauzione-deposito”, enfatizza il commissario per la Migliore legislazione Frans Timmermans, convinto che quella di oggi sia “la proposta più ambiziosa e completa per rispondere al problema” del super-inquinamento da plastica. Un problema per Paesi come l’Italia che il sistema del vuoto a rendere lo hanno già da tempo smantellato per il vetro.

    Ancora, si chiede agli Stati di ridurre l’uso di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica. I governi dovranno fissare obiettivi nazionali di riduzione, mettendo a disposizione prodotti alternativi presso i punti vendita, o impedendo che i prodotti di plastica monouso siano forniti gratuitamente. Gli italiani si preparino, in prospettiva si riproporrà la diatriba già avuta sui 2 centesimi sui sacchetti bio e la cattiveria dell’Ue che impone il balzello.

    Ma è sul fronte industriale che si rischiano le barricate contro le proposte della Commissione. La bozza di direttiva prevede che “i produttori contribuiranno a coprire i costi di gestione e bonifica dei rifiuti, come pure i costi delle misure di sensibilizzazione” per prodotti quali contenitori per alimenti, pacchetti e involucri (ad esempio, per patatine e dolciumi), contenitori e tazze per bevande, prodotti del tabacco con filtro (come i mozziconi di sigaretta), salviette umidificate, palloncini e borse di plastica in materiale leggero. sono anche previsti incentivi al settore industriale per lo sviluppo di alternative meno inquinanti.

    “Questa Commissione ha promesso di agire in grande sulle grandi questioni, ed è innegabile che i rifiuti di plastica siano una grande questione”, sottolinea Timmermans. “Le proposte odierne ridurranno, con una serie di misure, i prodotti di plastica monouso che ora troviamo sugli scaffali dei supermercati. Alcuni di essi saranno messi al bando, ma ciò non significa che dovremo rinunciarvi, perché saranno sostituiti da alternative più pulite”. Sempre che imprese e governi siano d’accordo.

    Tags: bottiglieeconomia circolarefrans timmermansplasticariciclo plasticarifiutisostenibilitàue

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