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Il presidente polacco vuole a un referendum per costituzionalizzare l'appartenenza all'Ue, ma il governo si oppone

Il presidente polacco vuole a un referendum per costituzionalizzare l'appartenenza all'Ue, ma il governo si oppone

La maggioranza degli elettori apprezza la partecipazione all'Unione, e se lo confermasse nel voto per l'euroscettico esecutivo Pis sarebbe un problema

Bruxelles – L’appartenenza della Polonia all’Ue e alla Nato dovrebbe essere “garantita” dalla sua Costituzione? E’ la domanda che, insieme ad altre su questioni più interne come “la protezione della famiglia”, il presidente polacco Andrzej Duda vorrebbe porre in un referendum ai suoi cittadini, il prossimo novembre.

L’idea del moderato Duda sarebbe, per quanto riguarda l’Unione europea, quella di rafforzare il legame della Polonia, dato che, secondo alcuni sondaggi, almeno il 75 per cento dei cittadini è favorevole all’Ue. Per questo la cosa non piace al partito al potere Pis, che invece proprio dell’euroscetticismo, della battaglia contro la redistribuzione dei migranti, e di norme sull’ordinamento giudiziario contestate da Bruxelles, ha fatto un cavallo di battaglia. Un voto positivo indebolirebbe molto la sua posizione. Il leader Jaroslaw Kaczynski ha commentato la proposta dicendo che “la tradizione polacca di partecipare a referendum è molto, molto debole”.

Anche a Bruxelles l’idea di un referendum di questo tipo potrebbe non piacere molto, in un momento di forte ascesa degli euroscettici.

Ieri Duda ha  pubblicato un elenco di 15 domande che potrebbero essere poste nel voto, che potrebbe tenersi nella giornata nazionale polacca l’11 novembre. I quesiti potrebbero però essere meno, e poi il tutto dipende dalla posizione che prenderà il Senato, che deve decidere entro luglio se dare il via o meno al referendum proposto dal presidente.

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