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Fissato al 32% il target Ue 2030 per le rinnovabili

Fissato al 32% il target Ue 2030 per le rinnovabili

Le istituzioni europee hanno concordato di aggiornare il quadro normativo Ue al 2030 sulle energie rinnovabili

AGGIORNAMENTO: Il Consiglio Ue ha approvato il 27 giugno l’accordo, spianando la strada all’approvazione da parte della Plenaria del Parlamento prevista ad ottobre.

Bruxelles – Entro il 2030 le energie rinnovabili dovranno coprire il 32% dei consumi energetici a livello Ue. E’ umo dei risultati dell’accordo raggiunto nella notte tra le istituzioni europee sulla nuova direttiva sulle energie rinnovabili che aggiorna il quadro normativo Ue al 2030.

Il comunicato del Parlamento europeo di oggi rende noto che i due co-legislatori, il Consiglio e il Parlamento, hanno provvisoriamente concordato sulla quota del 32% per le rinnovabili al 2030, con una clausola di revisione al rialzo prevista per il 2023. Inoltre “il Parlamento e il Consiglio, nel raggiungere l’accordo, hanno dato priorità al principio di efficienza energetica”, come recita lo stesso comunicato.

L’accordo, i cui termini non sono ancora noti nel dettaglio, dovrebbe prevedere anche un alleggerimento dei costi per i gruppi di cittadini che desiderano produrre energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo.

Pekka Pesonen, il segretario generale di Copa-Cogeca, ossia il fronte unito degli agricoltori e delle loro cooperative nell’Ue, ha dichiarato che “l’accordo di compromesso è un segnale molto positivo non solo per il target sulle rinnovabili fissato al 32%, ma anche per l’introduzione dell’obbligo di miscelazione per i fornitori di combustibili di almeno il 14% e per il livello di biocarburanti nei trasporti da fissare nella soglia del 7% fino al 2030”.

L’europaramentare del Movimento 5 Stelle Dario Tamburrano ha definito l’accordo tra Consiglio, Commissione e Parlamento come “un passo storico richiesto a gran voce dai cittadini”. “Grazie ai diritti riconosciuti dalla direttiva rinnovabili”, ha proseguito Tamburrano, “i cittadini europei possono diventare adesso produttori oltre che consumatori di energia e potranno anche scambiarsi alla pari energia da fonti rinnovabili”. “Diciamo finalmente addio alla vecchia piramide che dalla grande centrale di produzione, alimentata da combustibili fossili, distribuisce energia ad ogni singolo consumatore e immette gas serra nell’atmosfera”, ha concluso l’europarlamentare pentastellato.

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