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Mediatore europeo: Mala amministrazione che Draghi sia ancora nel G30

Mediatore europeo: Mala amministrazione che Draghi sia ancora nel G30

L'appartenenza del presidente della Banca centrale europea al Gruppo dei 30 mina la percezione dell'indipendenza della Bce e va considerato come "un caso di cattiva amministrazione"

Bruxelles – Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi non dovrebbe far parte dell’organizzazione privata di finanzieri e accademici Gruppo dei 30 (G30), è questo è un esempio di “mala amministrazione”. L’Ombudsman europeo Emily O’Reilly, insiste e alza il tono, ritenendo insoddisfacenti le risposte fornite dalla Bce in risposta ai rilievi già mossi in precedenza a Draghi in merito alla sua partecipazione ai al gruppo.

La “decisione”, adottata il 3 luglio ma tenuta poi riservata fino a ieri sera, è l’ultima tappa di un caso aperto dall’Ombudsman a gennaio 2018 volto a verificare se vi fosse compatibilità della carica di Presidente della Bce con l’appartenenza ai 30 di Washington.

Quando in aprile O’Reilly era giunta alla conclusione che Draghi avrebbe dovuto sospendere la sua adesione al G30 per proteggere la Banca centrale europea dal rischio di veder compromessa la percezione della sua indipendenza, difatti, la Bce aveva replicato di “non condividere” il punto di vista dell’Ombudsman.

“La risposta delle della Bce alle nostre raccomandazioni non è stata soddisfacente”, ha però risposto l’Ombudsman. La Bce “continua a negare le implicazioni dell’appartenenza del presidente al G30 e rifiuta di adeguare le sue regole e procedure. Quindi l’Ombudsman chiude la sua inchiesta confermando di essere in presenza di un caso di mala amministrazione”, ha concluso O’Reilly.

Il gruppo dei 30 è un’organizzazione “consultiva” su “affari economici e monetari. Ha sede a Washington e ne fanno parte banchieri, professori universitari, membri di fondazioni e organizzazioni varie di tutto il mondo, che ricoprono o hanno ricoperto cariche apicali in ambito economico e finanziario, soprattutto a livello di banche centrali, istituzioni internazionali, o istituzioni nazionali (governi). 

Tra i 30 membri, tra i quali figurano l’ex numero uno della Bce Jean-Claude Trichet (presidente onorario del gruppo), gli ex presidenti della Federal Reserve Paul Volcker e Ben Bernanke,  vi sono anche due donne. Draghi è l’unico, insieme al governatore della Banca di Inghilterra, ad avere – allo stato attuale – un ruolo attivo al vertice di una banca centrale.

L’esperienza (passata) ai massimi livelli dei suoi membri  è rispecchiata anche nella mission del gruppo, che, si legge sul sito internet, “è caratterizzato dalla sua conoscenza del passato e da una mentalità aperta e lungimirante”

Il G30, scrive il gruppo nel suo sito, “intende approfondire la comprensione delle questioni economiche e finanziarie internazionali e esplorare le ripercussioni internazionali delle decisioni prese nei settori pubblico e privato”.

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