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Brexit, May perde i pezzi, si dimette il ministro Davis

Brexit, May perde i pezzi, si dimette il ministro Davis

Il responsabile dell'uscita dall'Unione trova troppo morbida la linea della premier. Dominic Raab nominato nuovo responsabile del dicastero

Bruxelles – Si sbriciola sulla Brexit Il governo britannico: il ministro per per l’uscita dall’Unione europea, David Davis, si è dimesso dall’esecutivo di Theresa May insieme ai sottosegretari Steven Baker e Suella Braverman. La decisione arriva dopo che May a Eva ricevuto un tiepido consenso del governo al suo piano di uscita del Regno Unito dall’Unione europea, definito pero’ dai sostenitori della Brexit troppo “morbido” .

Davis ha detto di non poter sostenere la linea decisa dal governo venerdì scorso che prevede la creazione di un’area di libero scambio tra Unione Europea e Gran Bretagna sulla base di regole comuni. “La strada presa – scrive Davis nella lettera di dimissioni – ci lascerà, nella migliore delle ipotesi, in una posizione negoziale debole”. 

Stamattina Davis ha spiegato che per lui, le dimissioni, sono state una “questione di principio”, dal momento gli sarebbe toccato difendere il progetto, e, “in coscienza” non poteva “negoziare e promuovere una strategia” che secondo lui “non può funzionare”.

May “ha fatto troppe concessioni all’Ue – ha aggiunto l’ex capo negoziatore per la Brexit -, temo che ora Bruxelles prenderà tutto quello che offriamo e chiederà ancora di più, perché fanno sempre così. Spero che le mie dimissioni portino a un ripensamento della strategia e sull’allineamento troppo stretto con le regole Ue in futuro”.

Con il testo proposto la scorsa settimana, May sembrava essere riuscita a avere la meglio sui sostenitori di una hard Brexit. La proposta, prevede la creazione di una “area di libero scambio” tra Londra e Bruxelles, che esclude i controlli al confine tra Irlanda e Irlanda del Nord, con la Gran Bretagna che fungerebbe da “esattore” dei dazi per le merci di terze parti dirette nel Continente, la fine della giurisdizione della Corte di giustizia dell’Ue su Londra, permettendo al regno di fermare i flussi di cittadini dell’Unione. Dall’accordo sarebbero però esclusi i servizi, che sono l’80 per cento dell’economia britannica, dunque le istituzioni finanziarie dell’Isola perderebbero il “passaporto” per operare nell’Ue.

Il governo britannico pubblicherà un “White Paper” con i dettagli delle proposte probabilmente oggi.

Dominic Raab

Le dimissioni aprono non poche incognite, non solo per il futuro dei negoziati, ma anche per la sopravvivenza stessa del governo. Intanto, questa mattina, Theresa May ha nominato il conservatore Dominic Raab come nuovo ministro per la Brexit. Raab, 44 anni, è un sostenitore del divorzio dall’Ue ed è entrato nel governo dopo il rimpasto di gennaio come segretario all’edilizia.

L’uscita di scena di Davis ha, tuttavia, reso la posizione della prima ministra debole, aprendo la strada all’ipotesi di una sua defenestrazione da parte di un nuovo fronte pro-Brexit ricompattato e deciso a uscire dall’Ue senza accordo. Una figura chiave in tal senso potrebbe essere il ministro degli Esteri Boris Johnson, che aveva criticato la strategia di May la scorsa settimana, salvo poi allinearsi alla richiesta della premier di sostenere il governo. Ad ogni modo, al di là del sostegno che il fronte pro-Brexit ha tra i Tory, in Parlamento la maggioranza dei deputati è a favore di una Brexit soft.

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