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Tajani: C’é accordo fra Parlamento e Consiglio, la Commissione non ritardi il programma spaziale
Antonio Tajani

Tajani: C’é accordo fra Parlamento e Consiglio, la Commissione non ritardi il programma spaziale

"Occorre evitare rallentamenti del percorso legislativo, che potrebbero mettere a rischio aziende e indotto, con effetti negativi anche per i cittadini che ogni giorno beneficiano delle politiche Ue per lo spazio"

Bruxelles – L’accordo tra Parlamento europeo e governi c’è, ora tocca alla Commissione europea operare perché il nuovo programma spaziale europeo non subisca ritardi. E’ l’ammonimento che viene dal presidente dell’Eurocamera Antonio Tajani, che in passato fu anche commissario Europeo all’Industria.

 “Dopo mesi di discussioni i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio sono giunti (il 27 febbraio, ndr) ad un accordo per il nuovo programma spaziale, sulla base della proposta della Commissione europea. Sono preoccupato dal fatto che la Commissione sembri voler rimettere in discussione tutto il lavoro fatto”, spiega in una nota Tajani.

Secondo il presidente dell’Eurocamera “le prerogative dei colegislatori devono essere rispettate. Di fronte ad un accordo fra Parlamento europeo e Consiglio, la Commissione europea dovrebbe intervenire solo qualora fossero stravolti gli obiettivi di una proposta. Auspico pertanto che siano rispettati gli accordi raggiunti e le tempistiche stabilite per l’approvazione del Programma spaziale”.

Con 62 miliardi di euro e 230 mila lavoratori, l’industria spaziale è un settore chiave per la sicurezza e per l’economia dell’Unione europea, che, dice Tajani, “necessita di continuità di investimenti per programmare in maniera efficace le attività. Occorre evitare rallentamenti del percorso legislativo, che potrebbero mettere a rischio aziende e indotto, con effetti negativi anche per i cittadini che ogni giorno beneficiano delle politiche Ue per lo spazio”.

L’Europa che funziona “è quella che decide nell’interesse di imprese e cittadini – conclude Tajani – non quella che si ferma a un metro dal traguardo, rinunciando a legiferare e mettendo così a rischio la leadership europea in un campo così importante”.