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Al deputato leghista Borghi non piacciono i sondaggi, e minaccia il portavoce del Parlamento europeo
Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani con Maurizio Molinari (dx). Foto tratta da Vita.

Al deputato leghista Borghi non piacciono i sondaggi, e minaccia il portavoce del Parlamento europeo

Attacco on-line su euro e migranti, che il deputato conclude così: "Penso che lei non sia lucido e non sia adeguato per il ruolo che ricopre. Provvederemo dopo le elezioni a far presente la cosa al nuovo ufficio di presidenza". Tajani: "Difendo l'autonomia dell'istituzione che presiedo"

Bruxelles – Avviene tutto su Twitter, intimidazione e minaccia (forse) di licenziamento inclusa. Il protagonista è Claudio Borghi, deputato della Lega, che attacca il portavoce del Parlamento europeo in Italia, Maurizio Molinari, che ha il torto, evidentemente grave, di difendere un sondaggio (fatto con tutti i crismi scientifici necessari) dal quale emerge che i tre quarti degli italiani sono favorevoli a restare nella moneta unica, bestia nera di Borghi, che sulla lotta contro l’euro ci ha costruito una carriera, basta invero su qualche informazione approssimativa, come quella che la Spagna sarebbe uno degli Stati fondatori dell’Unione europea.

La questione parte ieri, quando l’Ufficio di Roma del Parlamento europeo pubblica un sondaggio che, tra l’altro, non dice nulla di nuovo, e conferma un dato che emerge da mesi e mesi: gli italiani vogliono restare nell’euro, tanto che anche M5S e Lega hanno abbandonato ogni campagna per l’uscita.

Le repliche appaiono numerose, soprattutto dei detrattori della moneta unica, tra i quali, ad esempio, un pacato signore che ha come logo una svastica contornata dalle stelle europee.

Tra questi appare Borghi, che con argomentazioni dettagliate sulle quali ha riflettuto a lungo risponde così ad un secondo Tweet del parlamento:

Il deputato continua a polemizzare con altri utenti di Twitter quando Molinari, persona che è nota per pacatezza ed equilibrio, risponde che forse è il caso di abbassare i toni, valorizzando il lavoro dell’istituzione che lo impiega (dopo che ha vinto tre concorsi pubblici):

Borghi non ci sta, cerca e ricerca on line qualcosa per attaccare Molinari, e trova un Tweet di 6 anni fa, del 2013, quando l’attuale portavoce non lavorava per il Parlamento o le istituzioni, ma era un cittadino “libero”. Ma nel retweet questo non si vede, i lettori di oggi non lo possono sapere. Però il deputato scrive e commenta come se il Tweet fosse di oggi e Molinari parlasse oggi in qualità di portavoce.

Il deputato continua il suo attacco, fomentando e forse anche fomentato dai tanti haters che attaccano Molinari.

Poi arriva la perla finale, oramai dopo la mezzanotte e dopo decine di Tweet, con la minaccia di Borghi a Molinari:

Ecco, questa, succintamente, è la storia. Non è bella per niente.

Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani è poi entrato nella questione: “Respingo con forza ogni minaccia”, ha scritto in un Tweet appena scesa da un aereo a Bruxelles.

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