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Il Senato nega il processo a Salvini per il sequestro della nave Diciotti

Il Senato nega il processo a Salvini per il sequestro della nave Diciotti

La maggioranza blinda il ministro, determinanti i voti del M5S

Roma – Il ministro dell’Interno Matteo Salvini non sarà processato. Il Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere presentata dal Tribunale dei ministri di Catania per il reato di sequestro di persona della nave Diciotti, cui fu negato l’attracco, nell’agosto del 2018. L’aula di palazzo Madama ha così negato la richiesta dei giudici per i quali la decisione di fermare la nave e negare lo sbarco per dieci giorni a 190 migranti, non era giustificata da una scelta politica, ravvisando invece la precisa volontà del ministero dell’Interno di privare della libertà personale le persone a bordo.

Poco prima del voto il ministro è intervenuto dai banchi dell’emiciclo rivendicando il suo comportamento. “Quando si mette in dubbio che col mio lavoro abbia abusato della mia carica per qualcosa che ho fatto, faccio e rifarò per difendere i miei figli, mi emoziono” ha detto durante la difesa. La decisione di vietare lo sbarco alla nave Diciotti è stata, infatti, condivisa da tutto l’esecutivo, presente in aula con il premier Giuseppe Conte.

Contro la richiesta dei giudici si sono schierati oltre che i senatori leghisti, il Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Fratelli d’Italia, mentre a favore del processo hanno votato il PD, Liberi e Uguali e alcuni dissidenti dei 5 Stelle. Tra questi, l’ufficiale di Marina, Gregorio De Falco, che ha fatto appello ai suoi ex compagni, invitandoli a votare da “donne e uomini liberi” e non seguire le indicazioni tassative del Movimento.

I “no” sono fino ad ora 232, ma il risultato è parziale, perché si può votare fino alle 19.00. Dal tabellone elettronico in Aula si possono però contare i voti progressivamente giunti, e la maggioranza è stata superata.

Il salvataggio dal processo del ministro Salvini con il voto determinante dei senatori grillini, è avvenuto proprio nel giorno in cui Roma si è svegliata con la notizia del clamoroso arresto di Marcello De Vito, presidente del Consiglio comunale della Capitale ed esponente di spicco del M5S. Un incrocio giudiziario tanto critico che non si vedeva dai tempi di Silvio Berlusconi.

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