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Sassoli: "Il processo di adesione della Turchia va abolito"

Il presidente del Parlamento europeo chiude ad Ankare e suggerisce ai leader di fare altrettanto

Bruxelles – Il processo di adesione della Turchia all’UE “va abolito”. Parola di David Sassoli. Il presidente del Parlamento europeo va oltre la posizione espressa dall’istituzione europea nel corso della passata legislatura. A marzo di quest’anno i parlamentari europei hanno chiesto la sospensione del processo di accesso di Ankara per la restrizione delle principali libertà democratiche a seguito del fallito colpo di Stato del 2016. Adesso l’intervento armato nel nord della Siria per Sassoli è la classica goccia che fa traboccare il vaso.

“Ritengo che il processo di adesione della Turchia vada abolito”, dice nel corso delle conferenza stampa tenuta dopo l’incontro con i capi di Stato e di governo dell’UE. “Non possiamo consentire che ci siano procedure con paesi che hanno questi comportamenti”. Riferimento alle operazioni nel nord della Siria, che è “un atto militare” contro i popoli di un territorio “cui dovremmo essere grati per la loro lotta contro i terroristi” dello Stato islamico.

Un riconoscimento al popolo curdo, quello di Sassoli, che prende una posizione politica chiara a sostegno di una comunità da sempre invisa ad Ankara. Il Kurdistan. il territorio che storicamente i curdi reclamano per il loro Stato, è diviso tra quattro Paesi, uno di questo è la Turchia (gli altri tre sono Iraq, Siria e Iran). Da sempre la Turchia teme le rivendicazioni della minoranza curda, per timore di secessioni.

I capi di Stato e di governo riuniti a Bruxelles hanno in programma anche la discussione sulla Turchia, ma non è previsto che si esprimano in modo così netto e deciso nei confronti di Ankara. Probabilmente per timore che le autorità turche allentino i controlli sui migranti fremi nel loro territorio. “Riteniamo inaccettabile e respingiamo con forza ogni tentativo da parte delle Autorità turche di effettuare un legame fra la sua azione militare nel Nord-est della Siria e la sorte dei rifugiati siriani in territorio turco”, dice Sassoli. Ma la questione dei migranti però è sensibile per praticamente tutti i leader riuniti attorno al tavolo.