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Elezioni in vista per il Partito Verde Europeo, la nuova leadership si deciderà in Finlandia

Elezioni in vista per il Partito Verde Europeo, la nuova leadership si deciderà in Finlandia

Le nuove nomine verranno decise a Tampere, in occasione del Consiglio di partito. Monica Frassoni lascia la carica di co-presidente dell'EGP dopo 10 anni di mandato, tra i nomi più attendibili alla successione, Evelyne Huytebroeck

Bruxelles – “Da dieci anni rivesto questa carica nel partito, e c’è un limite legale di tre mandati in successione. In ogni caso, è giusto che i ruoli interni vengano rinnovati”. Sono le parole di Monica Frassoni, che si presta a lasciare le vesti di co-presidente del Partito dei Verdi Europei (EGP). Evelyne Huytebroeck, candidata scelta dal partito ambientalista belga “Ecolo” e dai verdi belga del “Groen”, è tra i nomi più attendibili a succedere l’italiana.

La nuova leadership verrà decisa a Tampere in Finlandia, dove l’EGP terrà il del 30esimo Consiglio di partito dall’ 8 al 10 novembre. Perché in Finlandia? Helsinki detiene la presidenza a rotazione dell’Ue con una forte impronta verso le politiche di sostenibilità; in più, i Verdi hanno acquisito due eurodeputati finlandesi quest’anno. Non solo, gli esponenti del EGP hanno riconosciuto al governo finlandese l’impegno di aver formato un gabinetto a maggioranza femminile, altro tema caro all’esecutivo entrante dell’eletta presidente Von der Leyen. Il dibattito principale dell’incontro a Tampere sarà utile per discutere su come espandere ulteriormente i confini dell’ “onda verde europea”, guardando oltre i soddisfacenti risultati delle elezioni di maggio.

Monica Frassoni

A livello europeo, I Verdi hanno legittimato la rappresentanza politica di un movimento popolare a favore della sostenibilità dell’ambiente e dell’economia che si è ramificato in  numerosi paesi Ue. Le ultime elezioni confermano questa importante vittoria, il gruppo dei Verdi è difatti la quarta forza politica più influente nel Parlamento europeo con 74 eurodeputati. La sfida ora è passare dalla teoria alla pratica, e interpretare le questioni sull’emergenza climatica non solo come una minaccia ambientale, ma come una vera e propria trasformazione socioeconomica. “Non si tratta solo di contrastare il cambiamento climatico, ma di proporre una valida alternativa economica e democratica, e questo è chiaro all’elettorato”, ha aggiunto successivamente Frassoni, in linea con gli stessi obiettivi del tanto atteso “Green Deal”, piano con cui la Commissione europea ha in mente di ritagliarsi il ruolo di leader globale in ambito di economia circolare. La strada è ancora lunga. Il team dell’eletta presidente von der Leyen dovrebbe ufficialmente in carica l’1 dicembre, ma il ritardo nella nomina dei commissari europei di Romania e Gran Bretagna continua a bloccare il lavoro dell’esecutivo entrante.

Frassoni, a nome di tutti i Verdi, lancia un’occhiata anche all’Italia. L’attenzione è rivolta al Movimento 5 Stelle (M5S) e sull’eventualità che il partito possa finalmente trovare nei Verdi la propria “casa” europea. La risposta è sicuramente no per il momento. “Molti dei loro parlamentari non sono autonomi, non hanno mai tenuto congressi. Inoltre, guardando alle fratture interne al partito sarebbe controproducente porre il Movimento sotto l’etichetta dei Verdi” aggiunge Frassoni. L’attuale co-presidente dell’EGP ha inoltre sottolineato come i Verdi si distinguano dagli altri gruppi politici per un più spiccato spirito di unione, per questo, conclude l’italiana: “Preferiamo coltivare le relazioni con le società civili”.