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Calcio, in Belgio non si gioca più. Il Coronavirus decreta il Brugge campione
Una formazione del Brugge campione [foto: Club Brugge, account twitter]

Calcio, in Belgio non si gioca più. Il Coronavirus decreta il Brugge campione

Dopo lo stop del campionato a causa della diffusione del COVID-19, la decisione del consiglio d'amministrazione della lega nazionale di non riprendere. "Non auspicabile" proseguire oltre il 30 giugno. Fa fede la classifica al momento della sospensione. Per i nero-azzurri titolo numero 16

Bruxelles – La Lega calcio belga ha deciso: non si gioca più. Campionato di calcio terminato, e Brugge campione per la sedicesima volta. Mentre in Europa ancora si ragiona sulla possibilità di far terminare le competizioni sportive, in Belgio lo stop forzoso dei campionati determinati dalla diffusione del Coronavirus ha portato il consiglio d’amministrazione della Lega a decidere per far terminare la stagione sulla base delle classifiche così come risultanti al momento della sospensione. Dunque Brugge campione di Belgio, Gent vicecampione e qualificato ai turni preliminari di Champions League. Charleroi e Anversa, terza e quarta in classifica, qualificate per l’Europa League.

I massimi organi di gestione del campionato di calcio belga si erano date delle scadenze. Avevano atteso per capire come si sarebbe evoluta la situazione. Con le misure che si sono inasprite e prolungate, è stato ritenuto “non auspicabile” riprendere per arrivare a disputare eventi oltre il 30 giugno. Da qui la richiesta unanime all’Assemblea Generale al fine di non riprendere le competizioni della stagione in corso e di accettare l’attuale classificazione della Jupiler Pro League come classificazione finale.

Nessuna polemica per la decisione, adottata all’unanimità. Probabilmente aiuta una classifica parziale che non lascia spazi ai dubbi. Almeno questo sembrano suggerire i numeri Dopo 29 giornate Brugge primo con 15 punti di vantaggio sulla seconda, una sola sconfitta. Il dominio dei nero-azzurri delle Fiandre Occidentali è chiaro. Va detto che però le regole belghe sono diverse da quelle del resto dei campionati europei.

Al termine della stagione regolare, girone d’andata e di ritorno, non vince chi ha totalizzato più punti. Le prime sei in classifica disputano i play-off scudetto, in un mini torneo di dieci giornate , cinque di andata e altrettante di ritorno, con il numero di punti dimezzato. In condizioni normali dunque, il divario tra Brugge e Gent si sarebbe ridotto a sette punti con altre dieci partite. Tutto poteva in teoria ancora succedere, ma si è messo da parte lo spirito competitivo per il buon senso. In un contesto del tutto particolare, la squadra non ha voluto celebrare. Sul profilo ufficiale twitter è stato rivolto l’invito a rimanere a casa.

La federazione adesso lavora alla definizione della ‘parte bassa’ della classifica. Per promozioni e retrocessioni si è deciso di non affidarsi alla classifica. Beerschot e OH Leuven non hanno disputato la finale di ritorno (all’andata 1-0 per il Beerschot) e si teme che una decisione in un senso o nell’altro possa essere oggetto di contestazioni e ricorsi. Una delle ipotesi è di cogliere l’occasione per una riforma dei campionati. Si sta pensando di ampliare la Joupiler League, la serie A belga, da 16 a 18 squadre. Non c’era il tempo di finire i campionati, ma del resto c’è ancora tempo per organizzare i prossimi.

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