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Meno libertà agli Stati e più supervisione UE, il piano anti-riciclaggio di Dombrovkis
Money Laundering

Meno libertà agli Stati e più supervisione UE, il piano anti-riciclaggio di Dombrovkis

Bruxelles – Più poteri all’Autorità bancaria europea (EBA), nuove norme uguali per tutti. E ancora, vigilanza non più nazionale ma europea. La Commissione UE mette sul tavolo la proposta per rafforzare il contrasto al riciclaggio di denaro, con azioni che si concentrano dentro e fuori il territorio comunitario. Si tratta di annunci, di un programma di lavoro per il prossimo anno. Le proposte non arriveranno prima, ma intanto si comunicano le intenzioni, come ormai prassi per il team von der Leyen. La nuova strategia sarà messa a punto entro marzo 2021.

Sei i pilastri su cui si basa la rinnovata strategia a dodici stelle. Applicazione efficace delle norme dell’UE, corpo normativo unico, coordinamento tra gli Stati membri, attuazione del diritto penale e maggior ruolo internazionale dell’Unione europea nel mondo. Quanto al primo punto, si incoraggia l’Autorità bancaria europea ad “avvalersi pienamente dei suoi nuovi poteri per contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo”.

Per gli altri punti d’intervento, a Bruxelles si è capito che l’attuale normativa dell’UE, “viene in genere applicata in modi molto diversi dagli Stati membri”. Per questo la Commissione “nel primo trimestre del 2021” proporrà un insieme più armonizzato di norme. Sempre per quella data si intende istituire una un’autorità di vigilanza UE, Attualmente spetta ai singoli Stati membri assicurare attuazione e rispetto delle regole europee, “con il risultato di creare possibili lacune”. Ancora, il primo trimestre del prossimo anno è l’orizzonte temporale per istituire un meccanismo dell’UE finalizzato a coordinare e sostenere ulteriormente il lavoro delle unità di informazione finanziaria.

Non finisce qui. Per meglio attuare le disposizioni di diritto penale e lo scambio di informazioni tra Stati membri, la Commissione pubblicherà orientamenti sul ruolo dei partenariati pubblico-privato al fine di chiarire e migliorare la condivisione dei dati. Infine si intende “adeguare” l’approccio dell’UE ai paesi terzi che evidenziano carenze nei rispettivi regimi di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo tali da mettere a repentaglio il mercato unico. Per questo si lavora ad una nuova metodologia.

“Grazie a un piano d’azione organico e di ampia portata, rafforziamo ulteriormente le nostre difese per contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo”, sostiene Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo della Commissione europea responsabile per un’Economia al servizio delle persone. “Poiché è importante che non vi siano anelli deboli nelle nostre norme e nella loro attuazione, ci impegniamo a realizzare le azioni previste, in modo rapido e coerente, nei prossimi 12 mesi”.

Il piano però non convince Transparency International EU, perché “elevato in termini di generalità ma scarso in termini di specificità”.

“Il piano d’azione odierno si basa su una comunicazione del 2019 e aggiunge poco a quanto annunciato l’anno scorso. L’opzione di istituire un organo di vigilanza dell’UE è stata lasciata aperta, ma ci sono pochi dettagli concreti su come potrebbe essere”, lamenta ancora Transparency. Secondo l’organizzazione “l’unico scenario possibile per un’efficace supervisione è la creazione di un organo completamente indipendente con risorse adeguate e poteri reali. Ciò dovrebbe includere l’autorità diretta di indagare e sanzionare i singoli istituti che non rispettano gli obblighi antiriciclaggio, in particolare nei casi transfrontalieri”.