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Imprese, dall'UE lo strumento per aiutare Paesi come l'Italia che non possono ricapitalizzarle

Imprese, dall'UE lo strumento per aiutare Paesi come l'Italia che non possono ricapitalizzarle

Nel progetto di bilancio e meccanismo per la ripresa la Commissione destina 31 miliardi di euro per l'industria. L'effetto leva può mobilitare fino a 300 miliardi

Bruxelles – Aiutare le imprese che non possono essere sostenute dai governi. Nella proposta senza precedenti – e ancora senza approvazioni definitive – della Commissione di bilancio pluriennale (MFF 2021-2027) e meccanismo per la ripresa (Next Generation EU), figurano 31 miliardi di euro per venire incontro alle esigenze di chi non può intervenire con denaro pubblico per fornire liquidità alle imprese. Ecco allora lo speciale strumento finanziario di sostegno alla liquidità della Commissione UE, che continua nella presentazioni in pompa magna di una proposta ricca di documenti e ancora tutta portare a casa, e in buona parte ancora da scoprire.

Per ora, stando a quanto messo sul tavolo, ci sono 5 miliardi di euro messi a bilancio e altri 26 miliardi provenienti dal fondo per la ripresa. Mobiliterà risorse private per sostenere “con urgenza” aziende europee economicamente valide nei settori, nelle regioni e nei paesi maggiormente colpiti economicamente dalla pandemia di COVID-19. L’effetto leva conta di raccogliere 300 miliardi di euro, ripartiti secondo necessità. “Questo strumento è specialmente per quei Paesi che non possono intervenire”, precisa Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva per il Digitale e la concorrenza. “Non tutti gli Stati hanno lo spazio di manovra per fornire denaro alle imprese”.

Ancora una volta la Commissione viene dunque in soccorso di Paesi come l’Italia, che per ragioni di finanza pubblica hanno meno capacità di intervento. Le condizioni per usufruire dello strumento sono le stesse attorno a cui ruota il meccanismo per la ripresa: utilizzo per attività sostenibili e digitali. Si tratta di uno strumento temporaneo per la ricapitalizzazione delle imprese altrimenti incapaci di assorbire gli shock da Coronavirus. “Il sostegno in una parte dell’UE avrebbe anche effetti positivi di ricaduta sulle catene di approvvigionamento transfrontaliere e sull’intera economia dell’UE”, sostiene Vestager, preoccupata comunque della situazione. Perché questo strumento fornirà 300 miliardi di euro, quando “stimiamo che solo quest’anno ci sia bisogno di 720 miliardi di euro per sostenere le imprese, che sono un sacco di soldi”.

Lo speciale strumento sarà attivo fino alla fine del 2024, e vedrà il coinvolgimento della Banca europea per gli investimenti (BEI) e del Fondo per gli investimenti strategici (FEI). L’intenzione dichiarata della Commissione è avere questo strumento attivo “quanto prima” quest’anno, per avere una piena capacità già dal 2021 e finanziare il 60% delle operazioni di investimento per la fine del 2022.

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