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Semestre tedesco, occasione per uscire dalla crisi e per un'Europa più coesa e sostenibile

Semestre tedesco, occasione per uscire dalla crisi e per un'Europa più coesa e sostenibile

L'evento inaugurale dell'ambasciata di Germania in Italia, mostra la grande intesa e gli obiettivi comuni tra Roma e e Berlino. Gentiloni sulla trattativa del Recovery plan: "Merkel la migliore negoziatrice"

Roma – Rilanciare l’Europa insieme: Germania e Italia ci sono.  Il semestre di presidenza tedesco è stato inaugurato virtualmente anche a Roma con un’iniziativa dell’ambasciata che ha coinvolto il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri insieme alla collega tedesca titolare dell’Ambiente Svenja Schulze.

Un breve confronto su quello che ci aspetta fino alla fine del 2020, moderato dall’ambasciatore Viktor Elbling, in cui il piatto forte è stato ovviamente la fase post Covid con gli strumenti anticrisi messi in campo dall’Europa, la chiusura della trattativa con il Regno unito, la politica comune di asilo e migratoria e il rafforzamento dell’UE nella scena globale. Un programma impegnativo e ambizioso, cominciando dalla crisi economica “che dobbiamo superare insieme” ha detto Elbling, sottolineando che “la collaborazione con Roma è essenziale negli obiettivi del semestre”.

I primi riflettori ad accendersi sono quelli del negoziato sul Next generation EU e i programmi di Recovery che saranno al centro del prossimo Consiglio europeo. Gentiloni fiducioso in un risultato positivo spiega che “il pacchetto è talmente ampio che consente a tutti di trovare soddisfazione e con il bilancio si possono avere delle compensazioni incrociate. Poi l’elogio alla cancelliera Angela Merkel: “Abbiamo una delle migliori negoziatrici e questa è un’altra ragione per essere ottimisti”.

Italia che “concorre con grande impegno”, spiega il ministro Gualtieri, guardando all’ambiziosa agenda della presidenza. “Tre negoziati non sono cosa da poco, si tratta di un programma positivo, impegnativo e difficile ma anche appassionante per tutti”. Responsabilità che l’Italia vuole assumersi fino in fondo con quella che sarà la missione dei progetti del Recovery plan: un pacchetto di riforme e investimenti per rilanciare la capacità di crescita del Paese. A braccetto con la Germania anche in una nuova sfida per la politica industriale europea, fronte in cui sono leader, da orientare verso l’innovazione e la sostenibilità. Un esempio su tutti è quello della produzione di acciaio a basse emissioni.

Superare la crisi mantenendo “fondamentali il clima e la tutela dell’ambiente nei programmi”, ha assicurato la ministra tedesca Svenja Schulze, con l’auspicio che il semestre possa dare una forte spinta agli obiettivi di riduzione delle emissioni. “Il nostro contributo sarà anche per una legge europea sul clima, sostenendo anche la proposta della Commissione per aumentare gli obiettivi di riduzione fino al 50/55 %”. Il rilancio dell’economia “non può che essere legato a questi obiettivi”, ha spiegato la ministra, “orientando le scelte dei cittadini europei verso un cambio dei consumi” e la spinta sull’economia circolare.

Germania e Italia indicano le priorità di una trasformazione sociale ed ecologica, per uscire dalla crisi con una economia europea trasformata. “C’è il rischio elevato che le difficoltà aumentino le distanze tra i cittadini europei” ha avvertito Gentiloni, invitando ad un’uscita “con modelli più inclusivi e capaci di correggere le disuguaglianze”. Sulla ‘terza gamba’ sociale del Recovery plan, hanno convenuto anche Gualtieri e Schulze, nella promessa di una forte collaborazione tra i due Paesi e nella condivisione degli stessi valori, soprattutto sul “ruolo forte dello Stato” che deve esser garantito, specialmente in fasi delicate come quella che stiamo attraversando.

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