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Commissione europea:
Il vicepresidente della Commissione europea, Maros Sefcovic, in Aula poco prima di prendere la parola [Bruxelles, 21 ottobre 2020]

Commissione europea: "Nessuno vuole un secondo lockdown, cittadini siano responsabili"

Il vicepresidente Sefcovic invita anche i governi a cooperare di più. Per evitare una chiusura "è necessario il coordinamento delle misure di emergenza tra gli Stati membri". I vaccini arriveranno per tutti gli Stati nello stesso momento

Bruxelles – “Nessuno vuole un secondo confinamento in Europa”, e la Commissione europea non intende procedere in tal senso. Maros Sefcovic prova a rassicurare, ma ricorda che le decisioni che seguiranno non dipendono dall’Europa, ma dagli europei. “Per questo invito i cittadini europei a mostrare senso di responsabilità: proteggete voi stessi e gli altri”.

L’appello, quasi accorato, del vicepresidente della Commissione Ue responsabile per le Relazioni inter-istituzionali, viene lanciato in occasione del dibattito col Parlamento europeo. Sefcovic, in rappresentanza della presidente Ursula von der Leyen in isolamento precauzionale dopo che un membro del suo staff è risultato positivo al COVID-19, assicura che “tutti Stati membri dell’UE avranno il vaccino nello stesso tempo e nella stessa misura”. Ma servirà tempo prima di ricevere le prime dosi. Nell’attesa servirà rispettare le misure di sicurezza: mascherina e distanza di sicurezza.

“La seconda ondata di Coronavirus è arrivata, e a forte velocità”, avverte ancora Sefcovic, mascherina tolta solo il tempo necessario per prendere la parola e rivolgersi ai pochi europarlamentari presenti in Aula (gli altri sono collegati da remoto). “La nostra strategia è basata sulla scienza”. Una sottolineatura non casuale, in tempi di negazionismi e scetticismi di ogni natura.

Ricorda che anche la strategia dell’UE per la vaccinazione segue principi fondati sulla logica. “Tutti gli Stati avranno i vaccini nello stesso momento e nelle stesse misure. I primi a essere vaccinati saranno i sanitari, gli over 60 e le persone più a rischio, assieme ai lavoratori dei servizi essenziali”. E’ una questione di priorità. E in questo momento “è necessario il coordinamento delle misure di emergenza” tra Stati membri.

Evitare un nuovo lockdown passa anche attraverso una cooperazione tra governi. Politica e cittadinanza sono chiamati a fare ciascuno la propria parte.

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