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Europa League: dove può arrivare la nuova Roma targata Smalling-Pedro?

Europa League: dove può arrivare la nuova Roma targata Smalling-Pedro?

Il grande spettacolo del calcio europeo è tornato. I principali campionati sono ripartiti e stanno già regalando i primi responsi, a volte anche inaspettati. L’attesa è finita anche per quel che riguarda le due competizioni continentali per club, Champions League ed Europa League, con le più attraenti quote sul calcio europeo che danno alcune delle italiane tra le favorite per la vittoria finale. Si tratta di Atalanta, Inter, Lazio e Juventus nell’ex Coppa dei Campioni, Milan, Napoli e Roma nell’ex Coppa Uefa.

A proposito dei giallorossi, la domanda che tutti i tifosi romanisti si pongono è dove possa arrivare la propria squadra in Europa League. Un quesito al quale proveremo a rispondere qui. Lo scorso anno i capitolini superarono il girone e lo scoglio Gent nei sedicesimi, con una bella accoglienza ricevuta dal Roma Club di Bruxelles in Belgio in vista del ritorno. Ma il percorso si è fermato bruscamente agli ottavi contro il Siviglia.

Di certo alla rosa di Fonseca quest’anno non manca la qualità. I giallorossi, infatti, hanno tentato in tutti i modi di riportare Chris Smalling nella Capitale, mettendo in scena un tira e molla da cardiopalma con il Manchester United. Alla fine l’ha spuntata la Roma, che è riuscita a riportare a Trigoria l’esperto difensore inglese. Nel frattempo, però, la società si era tutelata con l’acquisto di un gran bel prospetto: Marash Kumbulla dall’Hellas Verona per 30 milioni complessivi.

Quattro difensori di qualità per Fonseca, dunque, che potrà contare, poi, sull’esperienza in attacco di Pedro Rodriguez. Lo spagnolo, che ha vinto tutto in carriera ovunque è andato a giocare, è arrivato a titolo gratuito, dopo la scadenza di contratto con il Chelsea. Infine, per l’allenatore portoghese c’è anche la possibilità di far riposare Dzeko alternandolo con Borja Mayoral, 23enne attaccante arrivato in prestito biennale dal Real Madrid.

La squadra, dunque, è competitiva e potrebbe permettere alla Roma innanzitutto di superare agevolmente il girone di Europa League nella quale è stata sorteggiata. Parliamo del raggruppamento A, dove il maggior pericolo è rappresentato dallo Young Boys. Gli svizzeri hanno iniziato bene il proprio campionato, sulla scia dei risultati ottenuti la passata stagione. Di certo bisognerà fare attenzione alle incursioni di Jean-Pierre Nsame, stella della squadra che ha chiuso lo scorso campionato con 32 gol segnati in altrettante giornate. Mentre il punto debole della squadra d’oltralpe è sicuramente la solidità difensiva, offrendo molte occasioni da gol agli avversari.

Poi c’è una vecchia conoscenza europea della Roma: il Cluj. La squadra romena non ha una rosa all’altezza di quella dei giallorossi, né tanto meno la stessa esperienza nelle competizioni UEFA. Brilla di luce propria solo il capitano Camora, con 343 partite giocate con i romeni, mentre la squadra di Petrescu pecca di gravi carenze in fase offensiva. Infine ci sono i bulgari del CSKA Sofia. Una squadra che ha una sua identità in campo e si affida alle giocate del 31enne Sankharé, cresciuto nel PSG prima e nel Lille e Bordeaux poi. Il punto debole della squadra è sicuramente l’inesperienza, dato che mancava nelle coppe europee da 10 anni.

Se la Roma, dunque, dovesse vincere il girone eviterebbe, al 90 percento, sorprese al sorteggio per i sedicesimi, specialmente le terze dei raggruppamenti di Champions League. I giallorossi potrebbero spingersi, così, almeno fino alle semifinali, se tutto va come deve e con un pizzico di fortuna negli accoppiamenti, magari puntando anche a giocarsi il trofeo. Il tutto nonostante ci siano squadre, oltre a Napoli e Milan, più forti dei capitolini, almeno sulla carta, come Arsenal, Leicester e Tottenham.