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Orgia a Bruxelles in pieno confinamento: pizzicato dalla polizia, eurodeputato di Orban si dimette

Orgia a Bruxelles in pieno confinamento: pizzicato dalla polizia, eurodeputato di Orban si dimette

E' uno dei fondatori del partito di Fidesz, esponente dell'ala più radicale contro i diritti LGBTI. Venticinque uomini sono stati colti di sorpresa seminudi durante una festa privata nella centralissima Rue des Pierres, mentre il Paese si avvicina ai 600 mila contagi totali per Covid-19

Bruxelles – Nello smascherare l’orgia che si consumava venerdì sera 27 novembre durante il coprifuoco la polizia ha identificato anche un europarlamentare e un imprecisato numero di diplomatici europei. I presenti, 25 uomini, sorpresi secondo alcune fonti tutti quanti nudi, sono stati  multati per il mancato rispetto delle misure di prevenzione e contrasto all’epidemia di Covid-19 in vigore nel Paese.

L’eurodeputato è József Szájer, appartenente alle fila del partito di governo ungherese Fidesz, membro del PPE. Il politico ungherese avrebbe tentato la fuga, procurandosi tuttavia un infortunio. Raggiunto dalla polizia, che era stata chiamata ad intervenire da vicini che sentivano rumori sospetti, ha invocato l’immunità parlamentare, richiedendo la protezione del Ministero degli Esteri belga.

In un comunicato appena diramato József Szájer ha confermato l’accaduto, dichiarando peraltro di non aver assunto sostanze stupefacenti nonostante la polizia abbia rinvenuto delle pillole di ecstasy, rispetto alle quali l’ungherese si è dichiarato all’ignaro. “Chiedo perdono alla mia famiglia, ai miei colleghi e ai miei elettori”, ha commentato Szájer. “Chiedo a questi ultimi di considerare questo passo falso tenendo conto dei miei trent’anni di duro lavoro e del mio impegno. L’errore è di natura strettamente personale, chiedo a tutti di non coinvolgere nel caso il mio Paese e la mia famiglia di appartenenza politica”.

L’Ufficio del Procuratore di Bruxelles ha inviato a Euronews una dichiarazione, nella quale si spiega che “un passante ha riferito alla polizia di aver visto un uomo fuggire lungo la grondaia; è stato in grado di identificare l’uomo. Le mani dell’uomo erano insanguinate. È possibile che si sia ferito durante la fuga. Sono stati trovati stupefacenti in il suo zaino, impossibilitato a produrre alcun documento di identità, è stato scortato al suo luogo di residenza, dove si è identificato come SJ (1961) tramite passaporto diplomatico”.

La magistratura precisa poi che “è stato redatto un rapporto di polizia per mancato rispetto delle misure relative alla pandemia COVID-19” per tutti i presenti, nonché per “violazione della legislazione sugli stupefacenti” per Szájer.

Tra i fondatori di Fidesz con Viktor Orban nel 1992, sostenitore della famiglia solo tra uomo e donna, inevitabilmente compromesso da quanto accaduto, già sabato 29 novembre, la mattina dopo l’accaduto, Szájer ha presentato le sue dimissioni (a partire dal 31 dicembre) al presidente del Parlamento europeo David Sassoli, giustificandole con motivi esterni al conflitto che il suo Paese di origine sta portando avanti con i vertici europei sullo stato di diritto per l’approvazione del bilancio 2021-27. L’eurodeputato ha dichiarato di non riuscire più a sopportare il fardello del conflitto politico quotidiano e di non essere in grado di affrontare tale sfida.

József Szájer era stato eletto per quattro volte deputato dell’Assemblea nazionale ungherese dal 1990 al 2004 (è stato per due legislature capogruppo di Fidesz e poi vice presidente dell’Assemblea), anno in cui è stato eletto a parlamentare europeo, dove è stato confermato consecutivamente per altre tre legislature. Sposato con la giudice della corte costituzionale ungherese Tünde Handó, secondo il giornalista ungherese Szabolcs Panyi, nel 2012 Szájer aveva fortemente sostenuto la modifica dell’articolo L della costituzione ungherese che ora recita: “l’Ungheria protegge l’istituzione del matrimonio come unione tra uomo e donna”.

L’eurodeputato era stato uno degli autori della controversa riforma costituzionale del 2010, molto criticata dagli attivisti per i diritti umani e da gran parte del mondo politico fuori dall’Ungheria, che accusano il testo di creare un ambiente ostile per la comunità LGBT.

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