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Governo, la parola ai leader ma il 'Conte ter' è in salita. Il MES fa ballare i partiti

Governo, la parola ai leader ma il 'Conte ter' è in salita. Il MES fa ballare i partiti

Italia Viva alza l'asticella della trattativa. Tavoli separati per incarichi e programma. Resta un giorno solo per chiudere l'intesa

Roma – Sarà un vertice dei leader della maggioranza a decidere sull’esito della verifica del presidente della Camera Roberto Fico. Nella seconda giornata di lavori prima che “l’esploratore” torni a riferire al Quirinale da Sergio Mattarella, sono stati affrontati i temi da inserire nel programma che con tutta probabilità saranno decisi dai leader domani. Ci tengono a fare sapere che al tavolo del programma non si è parlato di incarichi e ministeri, segnale che una trattativa parallela è in corso in contesti separati, presumibilmente a più alti livelli.

Le divergenze sul programma non mancano con Italia Viva che per dare il via libera a un Conte ter, alza l’asticella sul MES anche per un ricorso al prestito parziale. Richiesta che il Movimento 5 Stelle non può ammettere, mentre è possibile che maggiori finanziamenti alla sanità passino dai fondi del Recovery. L’altra richiesta del partito di Renzi che mette le briglie alla trattativa è una “bicamerale sulle riforme istituzionali guidata dall’opposizione”, così come la legge elettorale proporzionale, condizionata però dall’inserimento delle preferenze.

Reddito minimo, riforma degli ammortizzatori sociali per dipendenti e autonomi sono i punti del PD, mentre M5S chiede il completamento del reddito di cittadinanza con il rafforzamento delle politiche attive e dei controlli. Sul capitolo del piano vaccinale si tratta sulla possibilità di affidarne a un responsabile unico la gestione, separandolo dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. Percorso accidentato dunque e anche su una scelta di metodo come il documento di sintesi dei tavoli di lavoro, non sono mancate divergenze.

Nebbia fitta sui nomi della squadra su cui i partiti ingaggeranno fino all’ultimo il confronto più duro. Su questo punto ci sono però due condizioni non trascurabili: la scelta finale è prerogativa del primo ministro incaricato, e la presenza di una moral suasion del Quirinale che mantiene il diritto d’interlocuzione e preferirebbe “continuità” sui ministeri chiave come l’Economia. E in questo caso il nome di Roberto Gualtieri è stato già blindato non solo dal PD ma anche l’UE e il mondo imprenditoriale spingono per la stabilità.

Il tempo stringe e i tasselli non sono facili da sistemare. Roberto Fico incaricato del mandato esplorativo dovrebbe risalire dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella serata di domani, martedì per riferirgli l’esito delle condizioni per andare avanti. Per i partiti c’è il margine ristretto di un’altra giornata per chiudere il negoziato, prima di lasciare spazio ad altre soluzioni di governo.

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