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Sandro Gozi si racconta in un libro:

Sandro Gozi si racconta in un libro: "Sono diventato un bersaglio perché incarno una certa idea di Europa"

Bruxelles – Dopo la pubblicazione in Francia nel settembre 2020 è uscito anche in Italia “Il Bersaglio”, il nuovo libro dell’europarlamentare italiano Sandro Gozi edito da Editoriale Scientifica. Conosciuta in Francia con il titolo di “La Cible” (ed. Saint-Simon) l’ultima opera dell’eurodeputato eletto in Francia con la lista “Renaissance” sostenuta dal presidente francese Emmanuel Macron racconta il percorso che lo ha portato alla candidatura transnazionale e agli attacchi subiti in Italia e in Europa.

Ma soprattutto, aggiornando il libro con con i fatti più recenti (tra cui l’ultimo voto americano e l’avvento del governo di Mario Draghi in Italia) Gozi illustra con fatti inediti e retroscena su alleanze e dinamiche europee il suo progetto per il rilancio dell’Europa con il nuovo asse Draghi-Macron e lancia una proposta per costruire una forza riformista, liberale, ecologista e femminista anche in Italia, partendo dall’esperienza di Renew Europe all’Europarlamento.

“Ho sempre creduto che l’Europa sarebbe stata democratica o che non sarebbe stata affatto”, sostiene l’autore, che si dice convinto dell’impossibilità dell’esistenza di una democrazia europea priva di una vera politica transnazionale. “Senza un’Europa democratica, non avremo mai l’Europa sovrana, l’Europa “potenza” di cui abbiamo bisogno. La crisi di COVID-19 ne è un perfetto esempio poiché ha mostrato in modo brutale l’interdipendenza degli Stati tra loro”.
È questa visione internazionale che ha incoraggiato Gozi a candidarsi in Francia nella lista Renaissance alle elezioni europee del 2019. “Questa decisione ha fatto rapidamente di me l’incarnazione di una certa idea di Europa. Non avrei mai pensato di diventare un bersaglio su scala continentale. Eppure è esattamente quello che è successo nel giro di un anno e mezzo”, continua Gozi, a cui era stato chiesto di rinunciare alla cittadinanza italiana dopo essere stato nominato nel 2019 responsabile agli Affari europei per il governo francese di Édouard Philippe.
“Entriamo in una nuova fase in Italia, dobbiamo far saltare schemi ormai logori, miopi. L’Italia di Mario Draghi può chiudere un ventennio di conflitti e aprire una nuova fase politica”, ha continuato il presidente dell’Unione dei Federalisti Europei. “Buon utilizzo del Recovery Plan significa rilancio economico e sociale e riforme, a cominciare dalla giustizia. Significa scommettere sull’istruzione, sulla conoscenza, sui giovani. Significa proiettare l’Italia nella transizione ecologica e digitale. Con Mario Draghi possiamo anche costruire un nuovo asse politico Roma-Parigi, indispensabile per la rifondazione europea”.

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