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L’Intelligenza Artificiale può rivoluzionare il  nostro futuro, o essere il grande abbaglio del XXI Secolo
Stefano Quintarelli (dx) durante l'intervista di Francesco Chiamulera.

L’Intelligenza Artificiale può rivoluzionare il nostro futuro, o essere il grande abbaglio del XXI Secolo

Belluno –L’intelligenza artificiale sostituirà quella umana? Le macchine, i computer e i microprocessori contenuti in esse metteranno fine al lavoro delle persone? La risposta breve è no. Quella più articolata è che l’Intelligenza Artificiale è utilissima in molti campi ma non va sopravvalutata. E, soprattutto, sono e saranno discriminanti l’impiego che faremo di queste tecnologie e le scelte operate a monte come la selezione dei dati e i campi di applicazione. Lo ha spiegato molto chiaramente ieri Stefano Quintarelli, esperto informatico e tra i pionieri di Internet in Italia, che ha presentato al Cortina Digital Forum il libro ‘Intelligenza artificiale – Cos’è davvero, come funziona, che effetti avrà’.

 Nell’intervista realizzata da Francesco Chiamulera grazie alla partnership con ‘Una montagna di libri’, Quintarelli ha avvertito sui rischi di “prendere grosse cantonate” se pensiamo di affrontare qualsiasi argomento con l’Intelligenza Artificiale. In primo luogo, perché stiamo parlando di una tecnologia “sempre molto lontana da una reale forma di intelligenza comparabile a quella umana”, ha sottolineato Quintarelli. In seconda battuta perché si tratta di computer o macchine in grado di elaborare quantità abnormi di dati e in questo, certo lo fanno in modo più veloce e più efficace rispetto all’uomo, e “distillare dei modelli statistici utilizzati per fare delle predizioni. Il grande abbaglio del ventunesimo secolo è che qualsiasi correlazione implichi un nesso causale”, quando al contrario possiamo fare solo delle previsioni, più o meno accurate. Senza contare, ed è il terzo argomento, che “le macchine non hanno etica, sanno fare i calcoli, ma non riescono ad assegnare alcun significato ai valori che elaborano”.

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